Fase 2, la ripartenza “zoppa” degli italiani

La ripresa delle attività è faticosissima e affatto gaia: il Covid-19 ha fatto enormi danni economici in questi pochi emesi. L’Italia ricomincia ma è dura la salita. Vediamo come e perchè.

La faticosa riapertura delle attività
Negozio (foto Pixabay)

Se non consideriamo la Grande Distribuzione Organizzata, l’e-commerce e chi ha agevolmente lavorato effettuando consegne a domicilio (cui era già avvezzo) le attività italiane sono tutte gravemente danneggiate.

In questi giorni si riparte ma non può che trattarsi di una ripartenza “zoppa”.

La carenza di liquidità ha inciso molto negativamente su tutte le realtà e la diminuzione dei redditi che i lavoratori dipendenti e autonomi hanno subito non fa ben sperare per la ripresa dei consumi.

Per non parlare di servizi e turismo e di città come, per citarne una, Venezia che vive molto di arte, cultura e dell’investimento che i loro appassionati da tutto il mondo fanno recandosi solitamente molto numerosi e che in questi mesi hanno smesso di arrivare.

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti ha dichiarato: “Si riparte senza resse, con calma, almeno stando alle prime notizie: a Venezia, riapre la Basilica di San Marco ma alla prima messa dopo settimane di chiusura pochi fedeli, ancor meno persone in piazza”.

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I big resistono (forse) ma la ripresa dei piccoli commercianti è davvero dura

La faticosa riapertura delle attività
Donna che cammina (foto Pixabay)

Anche Firenze soffre molto e, in base a quanto riporta La Nazione, alcuni bar in piazza Duomo non hanno ancora aperto.

Invece sono state più vivaci Palermo e Torino dove ci sono state code anche se davanti a Zara o H&M. Anche a Milano e Roma ci sono stati episodi analoghi.

Il problema più grave è però la sopravvivenza dei piccoli commercianti.

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La faticosa riapertura delle attività
Startup (foto Pixabay)

Infatti, in provincia, dove sono più diffusi, molte sono le saracinesche abbassate e se è vero che in parte il fenomeno è dovuto alla necessità di adeguare i locali e l’attività alle nuove norme di sicurezza in parte con tutta probabilità si tratta di una serrata definitiva.

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