Neonato positivo al coronavirus: il Covid circolava già a febbraio

Neonato positivo al coronavirus Parma il 27 febbraio: il Covid 19 sarebbe stato in circolazione in città prima dell’emergenza sanitaria.

neonato coronavirus
Piedi di un neonato – Foto Instagram

Primo caso di isolamento da Covid-19 su un neonato di sette mesi che dimostrerebbe come il coronavirus circolasse a Parma già a febbraio. Il campione naso-faringeo del piccolo sarebbe pervenuto al laboratorio lo scorso 26 febbraio, quindi prima che l’emergenza coronavirus diventasse grave.

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Neonato positivo al coronavirus lo scorso febbraio

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(Getty Images)

Ad effettuare l’isolamento è stata l’Università di Parma ed è stato pubblicato su ‘International journal of infectious diseases‘. La positività del neonato al Covid rimostrebbe che «la circolazione del nuovo virus nella popolazione pediatrica avveniva già prima dell’epidemia riconosciuta in città» e supporta l’ipotesi che «nei bambini la circolazione del virus è spesso misconosciuta».

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Secondo lo studio, il piccolo sarebbe stato portato all’Ospedale Universitario di Parma (Italia) la notte del 25 febbraio. All’epoca il bambino presentava febbre a 38 e mal di gola, ma nessun sintomo di polmonite. Secondo lo studio, lo sviluppo del virus sarebbe avvenuto dopo 10 giorni «probabilmente anche a causa della bassa carica virale del campione originale».

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Coronavirus
(Getty Images)

L’isolamente, come fa sapere Il Messaggero «è rilevante sia dal punto di vista epidemiologico sia dal punto di vista diagnostico. Infatti, dal punto di vista epidemiologico, il risultato conseguito dimostra che la circolazione di questo nuovo virus nella popolazione pediatrica avveniva già prima dell’epidemia riconosciuta in città – fanno sapere i ricercatori – questo a supporto dell’ipotesi che in pazienti giovani e/o nei bambini la circolazione del virus è spesso misconosciuta in conseguenza delle manifestazioni cliniche lievi e comuni ad altre affezioni respiratorie di cui questo virus è responsabile e quindi non può essere sospettato clinicamente e può avere una diffusione silente e subdola ad altri soggetti».

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