Alba Parietti scrive una lettera di addio a Ezio Bosso, il web si indigna

Alba Parietti ha pubblicato una lettera di addio molto commovente per Ezio Bosso. I fan hanno criticano molto pesantemente la showgirl, che però, in un post, ha messo a tacere tutti.

alba parietti
Alba Parietti – Foto Instagram da https://www.instagram.com/albaparietti/

Dopo poco che Alba Parietti ha inviato una lettera d’addio al magazine “Chi”, in cui ha raccontato il legame che aveva con Ezio Bosso, che è stata poi condivisa dalla stessa showgirl sul proprio profilo Instagram, sono piovuti inutili commenti di indignazione dei leoni da tastiera, come questo: “Sei vergognosa! Perché se davvero avessi conosciuto Ezio nel profondo, avresti anche saputo perfettamente quanto lui tenesse alla sua privacy. E te lo dico io, che lo conosco da 30 anni… sei doppiamente vergognosa a rilasciare un’intervista in un momento così. Vergogna!”. La lettera di Alba Parietti, di cui pubblichiamo l’estratto pubblicato su Instagram, è stata solo un messaggio molto toccante di addio verso un grande uomo e musicista: “Ho avuto il privilegio di conoscere Ezio Bosso, un uomo di grande carisma e fascino. Un artista talmente intrigante che avrebbe potuto essere il più bel romanzo di Oscar Wilde. Non ho mai creduto che la vita di Ezio potesse finire così presto e non l’ho mai visto come una persona fragile o malata: dopo cinque minuti passati con lui ti convincevi che i malati fossero tutti gli altri.
Perché Ezio sapeva sdrammatizzare a sapeva portarti immediatamente lontano dal pensiero della sua condizione. Non amava farsi commiserare, aveva alcune durezze nel carattere che oggi suonano come una forma di difesa, per sé e per gli altri. Sapeva che, chi si fosse affezionato a lui, avrebbe sofferto.
Bosso era fragile fisicamente ma fortissimo di carattere, era un uomo che metteva in dubbio ogni tua certezza, conoscerlo è stato un dono raro.
Perché parlo di lui? Perché sono abituata a manifestare i miei stati d’animo e perché voglio rendere omaggio a una persona che ha lasciato un segno nella mia vita e anche in quella di chi non lo conosceva. Voglio che il mio sia un omaggio sincero, scevro da qualunque lettura maliziosa.
Avevo conosciuto Ezio Bosso molti anni fa e lo avevo rivisto a Sanremo nel 2016, l’anno in cui fu ospite di Carlo Conti e, come tutti gli italiani, rimasi folgorata dalle sue parole e dalla sua musica, fu come un’apparizione.
Da allora ho avuto l’occasione di frequentarlo, conoscerlo meglio, di andare ai suoi concerti. Di lui ho amato la sua anima geniale, il suo carattere deciso e la sua intelligenza raffinata, la sua capacità di decidere la trama dei propri rapporti, di guidare lui le danze. Ezio non era in balia degli altri, casomai, purtroppo, era in balia della sua malattia e per questo non voleva sentirsi compatito o suscitare tenerezza.
Aveva grande fascino, qualsiasi donna, ma direi qualsiasi essere umano, conoscendolo, non poteva che innamorarsi della sua personalità istrionica.
Mi ha sempre dato fastidio quando lo descrivevano come uno che “commuove” perché in questo termine c’è anche un sentimento legato alla sua condizione, mentre lui sapeva ammaliarti, portarti in un altro mondo, sentire un suo concerto era una cosa che ti faceva volare”.

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Alba Parietti risponde a tono alle polemiche

In un altro post la Parietti risponde a tono e mette a tacere tutte le polemiche: “Questa è una polemica sterile e volgare. Vorrei, proprio per rispetto di Ezio, chiudere questo teatrino di profili fake. Le persone non sono di proprietà di nessuno. Soprattutto se vengono usate parole che possono offendere la sua memoria. Io credo di aver dosato molto bene il mio pensiero. Ho accettato su una rivista di ricordare una persona cara. E ho fatto tutto con affetto, cercando parole di affetto e rispettose. Non accesso insulti da nessuno”.

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Ho avuto il privilegio di conoscere Ezio Bosso, un uomo di grande carisma e fascino. Un artista talmente intrigante che avrebbe potuto essere il più bel romanzo di Oscar Wilde. Non ho mai creduto che la vita di Ezio potesse finire così presto e non l’ho mai visto come una persona fragile o malata: dopo cinque minuti passati con lui ti convincevi che i malati fossero tutti gli altri. Perché Ezio sapeva sdrammatizzare a sapeva portarti immediatamente lontano dal pensiero della sua condizione. Non amava farsi commiserare, aveva alcune durezze nel carattere che oggi suonano come una forma di difesa, per sé e per gli altri. Sapeva che, chi si fosse affezionato a lui, avrebbe sofferto. Bosso era fragile fisicamente ma fortissimo di carattere, era un uomo che metteva in dubbio ogni tua certezza, conoscerlo è stato un dono raro. Perché parlo di lui? Perché sono abituata a manifestare i miei stati d’animo e perché voglio rendere omaggio a una persona che ha lasciato un segno nella mia vita e anche in quella di chi non lo conosceva. Voglio che il mio sia un omaggio sincero, scevro da qualunque lettura maliziosa. Avevo conosciuto Ezio Bosso molti anni fa e lo avevo rivisto a Sanremo nel 2016, l’anno in cui fu ospite di Carlo Conti e, come tutti gli italiani, rimasi folgorata dalle sue parole e dalla sua musica, fu come un’apparizione. Da allora ho avuto l’occasione di frequentarlo, conoscerlo meglio, di andare ai suoi concerti. Di lui ho amato la sua anima geniale, il suo carattere deciso e la sua intelligenza raffinata, la sua capacità di decidere la trama dei propri rapporti, di guidare lui le danze. Ezio non era in balia degli altri, casomai, purtroppo, era in balia della sua malattia e per questo non voleva sentirsi compatito o suscitare tenerezza. Aveva grande fascino, qualsiasi donna, ma direi qualsiasi essere umano, conoscendolo, non poteva che innamorarsi della sua personalità istrionica. Mi ha sempre dato fastidio quando lo descrivevano come uno che “commuove” perché in questo termine c’è anche un sentimento legato alla sua condizione, mentre lui sapeva ammaliarti, portarti in un altro mondo, sentire un suo concerto era una cosa che ti faceva volare ( Chi)

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Conclude infine il suo post con un ultimo ricordo al grande musicista scomparso: “Possano le emozioni che ci ha regalato in vita, vivere sempre dentro di noi”.