Modena, furbetti del reddito di cittadinanza: scoperti in 19

Furbetti del reddito di cittadinanza, ne sono stati scovati 19 nel modenese. Sono 7 i soggetti denunciati all’Autorità Giudiziaria e 12 quelli segnalati

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Guardia di Finanza (foto dal web)

La caccia ai furbetti del reddito di cittadinanza prosegue spedita. Da quando esiste la norma sono migliaia quelli scovati dalle autorità competenti. Il bilancio di questa ultima operazione che riguarda la zona di Modena è abbastanza alto. Sono 7 i soggetti denunciati all’Autorità Giudiziaria e 12 quelli segnalati per illecito amministrativo. L’accusa riguarda  aver indebitamente percepito, attraverso false certificazioni, contributi per oltre 50.000 euro erogati da Enti Pubblici nazionali e locali. L’operazione delle Fiamme Gialle è figlia anche dei maggiori e più accurati controlli dovuti alla mole di danaro pubblico assegnato alle persone in difficoltà a causa della crisi finanziaria conseguente al Covid-19.

 

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Furbetti del reddito

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Guardia di Finanza (foto dal web)

L’indagine si è svolta incrociando vari dati.  Incrociando le informazioni presenti nelle banche dati istituzionali con quelle acquisite presso gli Enti erogatori, si è potuto risalire alla truffa. I dati incrociati hanno riguardato diverse tipologie di contribuzioni tra cui reddito di cittadinanza, buoni spesa, ticket sanitari, gratuito patrocinio. Una lotta ai furbetti partita da lontano e che ha visto negli ultimi tempi ulteriori restrizioni. Negli ultimi mesi la caccia ai furbetti ha permesso di rintracciare decine e decine di persone che vivevano di affari loschi, dallo spaccio al contrabbando e perfino l’attività mafiosa ai livelli di boss.

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Guardia di Finanza mascherine
Guardia di Finanza (Getty Images)

Inoltre, l’attività di controllo ha permesso anche di cogliere gli altri furbetti, i piccoli datori di lavoro che approfittano del reddito per tenere i dipendenti non dichiarati. In tal caso i furbetti sono i datori mentre i lavoratori sono le vittime della situazione perchè corrono un rischio per percepire quanto a loro spetterebbe di diritto per le ore lavorate.

 

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