Bufera MasterChef, un ex concorrente “vuota” il sacco: l’agghiacciante verità

Ivan Iurato è l’ex concorrente di MasterChef, edizione 2012-2013 che ha denunciato alcuni comportamenti dello staff all’interno del programma

Masterchef
Masterchef (foto dal web)

“Funziona tutto ad arte” – questo è il succo dell’esordio in un’intervista di un ex concorrente del programma culinario MasterChef Italia. La parola passa al quarto classificato dell’edizione 2012/2013 che tanto ha fatto innamorare gli appassionati da casa e i suoi giudici.

Non tanto per le sue doti culinarie, quanto per la simpatia e le battute profuse durante le dirette. Una sorta di vincitore morale di quell’edizione, tutta nel segno di Ivan Iurato, che ha continuato a coltivare, attraverso i social, l’interesse del prestigioso programma, al fine di “racimolare” qualche verità, nascosta.

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“Guardo MasterChef appena posso, lavoro e tempo permettendo e posso dire che dietro le quinte sono davvero molto bravi a mantenere vivo l’interesse del telespettatore”. Sì perchè la finalità di ogni singola avventura è quella di “giocare” con le sensazioni del pubblico, semmai interrompendo con qualche spezzone pubblicitario o intervista ai concorrenti, le “anomalie” che non rispettano il copione voluto dai produttori.

Ecco perchè – afferma Ivan Iurato -, il cast degli artisti dietro le quinte cerca quanto è più possibile, di far rispettare le “distanze” sociali tra i giudici e i concorrenti: proprio per evitare l’empatia tra tutti i personaggi inquadrati nelle telecamere. Le battute esternate dai vari Cannavacciuolo, Cracco, Bastianich e Barbieri sono “disegnate” ad arte con lo scopo di far strappare un sorriso al telespettatore a casa.

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“Vuoi che muoro?; Veloceee!” sono soltanto alcuni esempi di esclamazione che i giudici devono ripetere di tanto in tanto, magari su indicazione dello staff. La “bufera” si abbatte anche nel momento in cui gli esperti del buongusto assaggiano i piatti dei concorrenti. “Anche in quella circostanza, i giudici devono improvvisare parecchio!”.

Non dimentichiamo che al pari degli altri servizi televisivi, anche MasterChef scende a compromessi” con le telecamere e in modo particolare con un affare telescopico che inquadra i piatti dei partecipanti, da una prospettiva diversa. Poi scatta l’intervallo “solistico” di ciascun concorrente nel camerino delle confessioni, proprio come accade nel GF, offrendo tempo e possibilità ai gudici di farsi un’idea su cosa hanno cucinato e prepararsi dunque al verdetto della prova.

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Qual’è il giudizio, di cui tengono conto? Semplice, loro hanno a disposizione un microfono auricolare nell’orecchio, in modo da avere la possibilità di confrontarsi con gli altri colleghi e lo staff dietro le quinte, per decidere chi far fuori, magari discostando il naso dalla raffinatezza che potrebbe regalare quel piatto creato ad hoc.

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