Covid19 e il vaccino, Conte smentito da un virologo: i tempi

Covid19 e il vaccino. Dopo le dichiarazioni del premier, Giuseppe Conte, che annunciava un primo vaccino già a dicembre, arrivano le parole del prof. Crisanti

Vaccino Covid Oxford arriva a Natale
Vaccino anti-Covid (foto dal web)

Mentre in tutta Europa si registra un’ impennata di nuovi contagi, arrivano notizie preoccupanti da più fronti. L’ OMS ritiene che ciò sia la conseguenza di una mal gestita quarantena; le persone entrate in contatto con pazienti positivi non sarebbero state tenute isolate per un sufficiente periodo di tempo.

Avevano rassicurato le parole del premier Giuseppe Conte il quale si era sbilanciato dicendo che il vaccino Oxford-Irbm Pomezia-Astrazeneca sia alle ultime fasi di sperimentazione e che le prime dosi potrebbero essere disponibili già a dicembre.

Gli fa eco il professor Andrea Crisanti, docente ordinario di microbiologia all’Università di Padova. “E’ una visione abbastanza irrealistica” – ha detto l’esperto. “Credo sia probabile che tra due mesi qualcuno dirà di avere a disposizione il vaccino, ma da lì a fare uno studio pilota e poi a distribuirlo, passa molto più tempo che pochi mesi.”

Crisanti ha inoltre sottolineato come la situazione sia davvero preoccupante, soprattutto se si comparano i dati attuali a ritroso con quelli dei mesi estivi. “I numeri di oggi dimostrano che non si è fatto abbastanza per consolidare i risultati ottenuti. Rimangono valide le solite misure restrittive, augurandoci che siano sufficienti a ridurre i contagi e che non si arrivi a una nuova quarantena.”

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Coronavirus
Andrea Crisanti – Foto dal Web

Il professor Crisanti adduce l’ipotesi che siano stati vanificati due mesi di sacrifici fatti dagli italiani durante il lockdown in primavera, insieme all’immane danno economico subito da molti. Il vero obiettivo sarà quello di tenere sotto controllo il virus nel prossimo futuro. Il virologo ha dichiarato: “Stiamo dando un vantaggio competitivo immane a Cina, Giappone, Corea, cioè a tutte quelle economie che sono riuscite a controllare l’epidemia. Fare paragoni con altri Paesi europei è da vili”.

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