Vecchie Lire, tesoro nascosto. Hai una di queste monete in casa?

Esistono alcune monete rare che valgono molto di più del loro valore reale, come la moneta da 5 centesimi Impero Vittorio Emanuele III. Capiamo perché

Monete antiche 1936 collezionisti
Monete antiche (Foto di StockSnap da Pixabay)

Lo abbiamo già spiegato diverse volte, il conio di alcune monete ne può sensibilmente aumentare il valore reale regalando ai suoi possessori gioie immense in termini di guadagno acquisito. Quindi sempre attenzione al portafoglio e alle monete spicce perché potrebbero valere una fortuna nelle mani degli osservatori più attenti.

Ne è un esempio la moneta da 5 centesimi Impero Vittorio Emanuele III prodotta in larga scala tra il 1936 ed il 1943 durante il periodo Fascista con due versioni leggermente diverse in termini di peso e lega presente. Vediamo insieme in cosa differiscono ed il prezzo battuto all’asta.

LEGGI ANCHE -> Occhio al portafoglio. Come riconoscere le monete false?

Moneta da 5 centesimi Impero Vittorio Emanuele III, quanto vale oggi?

Monete antiche 1936 collezionisti
Moneta da 5 centesimi Impero Vittorio Emanuele III (Foto dal web)

LEGGI ANCHE -> WhatsApp, come nascondere orario dell’ultimo accesso effettuato

Ne esistono due modelli, la prima coniata dal 1936 al 1939, in rame e con un diametro di 19,5 millimetri; la seconda coniate invece dal 1939 al 1943, in Bronzital e con lo stesso diametro.

Su entrambe le monete troviamo stampato il volto del Re Vittorio Emanuele III di profilo e rivolto verso destra con la scritta in stampatello sul bordo “VITT EM III RE E IMP”. Nel lato rovescio è presente al centro la raffigurazione di un’aquila reale ad ali spiegate poggiata su di un fascio littorio.

Se vuoi essere sempre informato in tempo reale e sulle nostre notizie di gossip, televisione, musica, spettacolo, cronaca, casi, cronaca nera e tanto altro, seguici sulle nostre pagine Facebook, Instagram e Twitter.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Monete_Italiane (@monete_italiane)

Alcuni esemplari fior di conio sono stati battuti all’asta anche a 70 euro, ma tutto dipende dallo stato di conservazione della moneta. Quelle considerate più rare sono le seconde del 1943 per cui il prezzo di mercato è molto buono anche se tutto dipende sempre da quanto perfetta è la lucidatura della moneta ed il suo conio. Anche quella del 1937 ha un valore abbastanza discreto intorno ai 50 euro.

 

Gestione cookie