Gianmarco Pozzi chi è: la storia del giovane trovato morto sull’Isola di Ponza

Cerchiamo di conoscere meglio il giovane, campione di kick boxing, trovato morto a Ponza in circostanze anomale nell’agosto scorso.

 

 

Pubblicato da Gianmarco Pozzi su Mercoledì 22 maggio 2019

Gianmarco Pozzi era un combattente di Kick boxing e Muay Thai che è stato trovato morto ad agosto 2020 in circostanze sospette. Il giovane aveva solo 28 anni quando ha perso la vita e già era un campione nello sport: nel 2014 esordì come campione mondiale dilettanti di Kick Boxing e nel 2015 vinse il campionato europeo nella Muay Thai con la IAKSA. Sempre nel 2015 conquistò anche la cintura della WFC di Kick Boxing.

Amava il sacrificio e l’impegno che gli fecero ottenere grandi soddisfazioni nel campo dello sport.

Lo scorso anno lasciò il ring per lavorare in estate come buttafuori e incrementare con quest’attività. Lo fece proprio a Ponza, isola laziale e meta molto gettonata della gioventù romana.

Il lavoro che stava svolgendo a Ponza lo portavano a stare fuori tutta la notte, fino all’alba, tuttavia i carabinieri di Ponza e di Formia hanno confermato che la sua morte sia stata causata da un incidente.

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Le dinamiche dell’incidente

 

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Pubblicato da Gianmarco Pozzi su Venerdì 7 settembre 2018

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Il ragazzo è stato trovato morto in costume da bagno, scalzo e senza i suoi effetti personali. Era a disteso nel giardino della casa di un ex tassista, al di sopra c’era un terrazzamento molto alto. Le profonde ferite alla testa sono stato segno di una rovinosa caduta che gli è costata la vita ma da quanto è emerso sembrerebbe che questo sia accaduto perché stava percorrendo una strada tortuosa e andava ad una velocità troppo alta, probabilmente per arrivare prima al mare dopo una giornata di lavoro ha azzardato lo scavalcamento di una balaustra.

La caduta è stata di 7 metri e il forte colpo alla testa non l’ha potuto risparmiare in alcun modo.

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Pubblicato da Gianmarco Pozzi su Domenica 19 marzo 2017

Anche l’autopsia conferma che questa ricostruzione dei fatti possa essere attendibile ma la famiglia non accetta questa versione e non si capacita che una prestanza fisica come quella di Gianmarco possa averlo portato ad inciampare, cadendo da un’altezza tale.