Disastri aerei, volo nazionale Uni Air 873: 1 morto, 27 feriti

La tragedia ad alta quota risale al 24 agosto 1999, quando il McDonnell Douglas MD-90 si incendiò dopo l’atterraggio.

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Aeroporto (Getty Images)

Un altro disastro aereo archiviato nel registro della storia dell’aviazione riguarda il volo Uni Air 873. La linea aerea fu affidata al McDonnell Douglas MD-90, incaricato a eseguire la rotta tra l’aeroporto di Songshan e la stazione di Hualien; a Taiwan, nella Repubblica di Cina. L’incidente risale al 24 agosto 1999, quando il velivolo operante il volo nazionale si incendiò dopo la manovra di atterraggio all’aeroporto di Hualien. La deflagrazione si estese lungo la parte anteriore della fusoliera: il bollettino segnò 1 vittima e 27 feriti.

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Le dinamiche dell’incidente

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Interno aereo (Getty Images)

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Quel 24 agosto 1999 il McDonnell Douglas MD-90 abbandonò l’aeroporto di Songshan in direzione della stazione di Hualien. Il giorno del disastro, l’aeromobile trasportava a bordo 96 occupanti, di cui 90 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. La tragedia si verificò pochi istanti dopo l’atterraggio. La manovra è stata particolarmente difficile e intorno alle 12:36 si registrò un’esplosione nella parte anteriore della fusoliera passeggeri, seguita da fumo e fiamme. Il bilancio delle vittime segnò un solo decesso, quello di un passeggero ucciso dai frammenti provocati dalla deflagrazione.

Ai comandi della cabina di pilotaggio, il comandante frenò immediatamente l’apparecchio e avviò il pulsante di evacuazione. A seguito della richiesta di emergenza alla torre di controllo, i vigili del fuoco dell’aeroporto accorsero sul posto per domare l’incendio: le fiamme furono spente alle 13:45 WST. Dei 96 occupanti, 14 passeggeri rimasero gravemente feriti; mentre altri 14 riportarono ustioni lievi. L’unica vittima dell’esplosione morì 47 giorni dopo dopo l’incidente; mentre una passeggera subì un aborto spontaneo del feto di 6 mesi.

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(Getty Images)

Il caso fu affidato al Taiwan Transportation Safety Board: l’inchiesta appurò che l’ex decatleta taiwanese Ku Chin-shui aveva consegnato al nipote bottiglie di liquido infiammabile, riposte in un bagaglio a mano e imbarcate sul velivolo il giorno del disastro.