Palermo, arrestato operatore sanitario: ha rapinato una banca

L’uomo di 56 anni è stato arrestato con l’accusa di aver messo a segno una rapina nell’agenzia della banca Bper di via Leonardo da Vinci

rapina alla gioielleria
Rapina – Pixabay

E’ stato arrestato a Palermo un operatore sanitario di 56 anni che lo scorso mese ha messo a segno una rapina nell’agenzia della banca Bper di via Leonardo da Vinci. L’uomo, il cui nome è Giuseppe Amato, dopo aver fatto la fila e atteso il suo turno ha minacciato i dipendenti con un’arma. E’ riuscito a scappare con un bottino di 2 mila euro. Ma oggi su ordinanza del Gip, l’uomo è stato arrestato perché considerato il responsabile della rapina.

Arrivati all’operatore sanitario grazie alle immagini di videosorveglianza

Rapina natale macerata rosa
Un vetro rotto (Getty Images)

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Un lavoro minuzioso quello eseguito dai Falchi della squadra mobile che hanno condotto le indagini e portato al riconoscimento di Giuseppe Amato. Ad aiutare la polizia sono state le immagini del sistema di sorveglianza e le testimonianze dei clienti e del personale. L’uomo è considerato il responsabile dell’assalto dello scorso 4 maggio.

Secondo una prima ricostruzione Giuseppe Amato sarebbe entrato in banca ben due volte. La prima volta, dopo aver atteso il suo turno, ha chiesto delle informazioni, probabilmente anche per fare un primo sopralluogo. La richiesta del 56enne a uno degli impiegati è stata per aprire un conto corrente. Successivamente però sarebbe andato via e tornato con la documentazione compilata. E’ lì che è entrato in azione il suo piano di rapinare la banca. Preso il bottino, Giuseppe Amato si sarebbe allontanato. Vicino alla banca, un’auto parcheggiata lo attendeva per scappare. L’uomo però in pochi minuti aveva fatto perdere le sue tracce.

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rapinatori statale
(Getty Images)

L’abitazione dell’uomo è stata sottoposta a perquisizione. Gli investigatori avrebbero ritrovato il cappellino indossato dall’uomo il giorno della rapina e soprattutto gli indumenti del 56enne. Sembrerebbe che l’arma usata da Giuseppe Amato fosse una pistola giocattolo senza il tappo rosso. Diversi gli indizi che riconducono all’uomo. Ecco perché la Procura di Palermo ha chiesto, in attesa del processo, l’applicazione della misura cautelare della detenzione al carcere Pagliarelli.