Scomparsi | Antonino Casola, un solo indizio rinvenuto in mezzo al mare

Antonino Casola scomparve nel nulla da Giardini Naxos (Messina) il 1° ottobre del 1991: si trovava in barca quando di lui si perse ogni traccia.

Antonino Casola
(Chi l’ha visto?)

Antonino Casola, meglio conosciuto come Antonello, era un pescatore. Viveva a Rocca Lumera e conduceva una vita modesta ed umile: senza eccessi, fatta di una quotidianità semplice. Il suo lavoro era anche la sua passione, amava il mare. Per un tragico scherzo del destino, fu proprio l’acqua a vederlo per l’ultima volta.

Il 1° ottobre del 1991 si trovava in barca per una pesca di totani, quando di lui si perse ogni traccia. Un giallo rimasto irrisolto quello della sua sparizione.

Antonino Casola scomparso nel nulla da Giardini Naxos (Messina) il 1° ottobre del 1991

Aveva solo 27 anni Antonello quando sparì nel nulla. Era il 1° ottobre del 1991 ed il giovane si trovava nei pressi di Giardini Naxos (Messina) per pescare totani.

Mare
(Public Co – Pixabay)

Il suo mancato rientro a casa allarmò immediatamente la famiglia che fece attivare la macchina delle ricerche. La Capitaneria di Porto trovò soltanto un contenitore ermetico in cui Antonello custodiva alcuni effetti personali, ma all’interno trovarono solo le chiavi della sua macchina. Il veicolo venne, infatti, ritrovato parcheggiato proprio a Giardini.

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Ma della barca, dei documenti, del suo portafoglio nessuna traccia. Stando a quanto riporta la redazione di “Chi l’ha visto?” gli inquirenti, nell’ambito delle indagini, ascoltarono alcuni colleghi di Casola i quali dissero che quella notte avevano preferito rientrare. Il mare pare fosse mosso, ma il giovane invece aveva preferito rimanere. Fu quella l’ultima volta in cui lo videro.

La sorella di Antonello, all’epoca di 17 anni, lanciò numerosi appelli. Ma purtroppo rimasero preghiere inascoltate perché del ragazzo non si ebbe più alcuna notizia.

Quello della sua scomparsa è un giallo ancor oggi irrisolto che desta non poche perplessità soprattutto a causa di quel particolare singolare: l’assenza di portafoglio e documenti dal secchiello ermetico. Stando a quanto riportato dalla redazione di Affari Italiani, sin da subito venne escluso un possibile incidente perché non si trovò traccia dell’imbarcazione. Non solo, Antonello era un pescatore esperto che di certo non si sarebbe messo in pericolo.

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La sorella ad anni di distanza dichiarò che la sua famiglia stava cercando di avere copia della prima denuncia di scomparsa sporta dal padre per capire quali elementi vennero trovati oltre al contenitore ermetico. Ma fino a quel momento sembrava un’impresa impossibile. La giovane concluse affermando che potesse essere verosimile la circostanza per cui suo fratello potesse essersi allontanato volontariamente, ma che poi gli fosse accaduto qualcosa di brutto, magari aveva perso la memoria. Nei mesi seguenti la scomparsa vi furono vari avvistamenti in Calabria, ma nulla che portò ad una svolta.

A riaccendere un barlume di speranza una foto, riporta Affari Italiani, pubblicata da Il Domani di Bologna nel 2004 in cui si vedeva una persona di molto somigliante a Casola. Anche quella luce, però, si spense.

Guardia Costiera
(Getty Images)

Purtroppo ad oggi quella del pescatore Antonello Casola resta un giallo senza soluzione: la famiglia spera ancora di poterlo riabbracciare.

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