Scomparsi | Rosaria Curti: un passaggio e una telefonata gli unici indizi

Rosaria Curti è scomparsa da San Bartolomeo Val Cavargna (Como) il 9 marzo del 2018: uscì di casa e prese un passaggio in autostop, poi il nulla.

Rosaria Curti
Rosaria Curti (screenshot Chi l’ha visto?)

Un giallo ancor oggi dai contorni incerti quello di Rosaria Curti, una donna di 56 anni, che il 9 marzo del 2018 sparì nel nulla da San Bartolomeo Val Cavargna (Como). La donna uscì di casa molto presto e fece autostop. Un suo conoscente la vide e decise di farla salire a bordo della propria auto, lasciandola poi nei pressi di una farmacia, sita in un paese molto vicino a San Bartolomeo. Da quel momento della donna non si ebbe più alcuna notizia. Vani tutti gli appelli della famiglia.

Rosaria Curti scomparsa da San Bartolomeo Val Cavargna il 9 marzo del 2018

Scomparve nel nulla, facendo sprofondare nel più profondo sconforto la sua famiglia, Rosaria Curti. La madre – purtroppo deceduta- lanciò tramite le telecamere di “Chi l’ha visto?” occupatasi del caso, un commovente appello purtroppo rimasto inascoltato.

Rosaria Curti
Rosaria Curti (screenshot Chi l’ha visto?)

Madre e figlia vivevano insieme, la loro quotidianità era simbiotica. La 56enne aveva scoperto di soffrire di una malattia che l’aveva allontanata dai suoi rapporti personali spingendola a rimanere sempre più in casa. Un giorno, d’un tratto il destino ha deciso di stravolgere nel peggiore dei modi possibili il loro equilibrio.

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Purtroppo di Rosaria, come anticipato, si perse ogni traccia quando insolitamente decise di uscire. La denuncia di scomparsa, le indagini, ma poi il nulla. Salvo un’improvvisa svolta, registratasi a qualche mese dalla sua sparizione.

La sorella Giuliana sentì squillare il proprio cellulare, riporta la redazione de Il Sussidiario, e rispose. Dall’altro capo del telefono un lamento, una sorta di sofferenza che la donna ricordava come familiare. Sembravano i versi di quando Rosaria era senza medicine. Ma di ciò ovviamente non aveva certezza. Purtroppo la conversazione – se così definibile- durò pochissimi secondi.

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Immediati gli approfondimenti da parte degli investigatori, i quali scoprirono che l’utenza telefonica era intestata ad una donna residente a Chieti. Si trattava di una religiosa, precisamente una madre superiora che aveva dedicato la sua intera vita a proteggere le donne. Una circostanza che insospettì ancor di più i familiari di Rosaria.

Ma chi era al telefono? Potrebbe essersi trattato solo di un errore? La redazione di “Chi l’ha visto?” si precipitò a Chieti per poter parlare con la donna, ma purtroppo non riuscì mai nell’impresa. La madre superiora interrogata sul punto, tuttavia, negò di conoscere Rosaria, anzi di non aver mai avuto neanche contatti telefonici con lei.

Farmacia
(Getty Images)

Dopo quella telefonata, il caso della 56enne si arenò. Nessuna traccia, nessun indizio. Solo la speranza di una madre, che purtroppo non potrà mai conoscere la verità su quanto accaduto alla figlia.