Esplosione Cumbre Vieja: nube tossica verso Francia e Italia

Dopo 50 anni di sonno, l’improvviso risveglio Cumbre vieja è sconvolgente non solo per la Spagna: la corsa delle polveri solforose.

Cumbre Vieja: l'eruzione del vulcano costringe massiccia evacuazione
Vulcano (Getty Images)

Dopo 50 anni di sonno, l’improvviso risveglio del Cumbre vieja sull’isola di La Palma (Isole Canarie), in Spagna, continua a incutere timore. Sin dall’imprevedibile scoppio della scorsa domenica (19 settembre), l’eruttazione del vulcano non si arresta e disturba senza sosta le località confinanti. La lingua di lava sembra inarrestabile nella sua corsa, inghiottendo finora almeno 1000 ettari di terreno; mentre le polveri devastano l’atmosfera con la loro innumerevole quantità di fumi e nubi tossici. A seguire i preoccupanti dati pubblicati dall’istituto vulcanologico dell’arcipelago (Involcan).

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Secondo le stime dell’istituto vulcanologico dell’arcipelago (Involcan), ogni giorno sono state registrate da 6.000 a 11.500 tonnellate di anidride solforosa (SO2) immessa nell’atmosfera. Stando alle ultime informazioni, le nubi tossiche si stanno rapidamente spostando dalla Spagna, estendendosi verso nord. In merito, il Servizio di monitoraggio dell’atmosfera Copernicus ha localizzato questo giovedì (23 settembre) lo spostamento delle polveri solforose già sulle coste marocchine e al sud della Francia, seppur con un livello di concentrazione di SO2 decisamente più bassa rispetto alla penisola iberica.

Nello specifico, il sito ufficiale Volcano Discovery precisa che i fumi tossici delle eruzioni continuano il loro viaggio in direzione dell’Africa settentrionale e dall’Europa meridionale. A confermarlo sono le ultime misurazioni satellitari di Copernicus sulle concentrazioni di anidride solforosa nell’atmosfera: i dati rilevano quantità più contenute anche in Marocco, Tunisia, Algeria e Libia, compresa gran parte della penisola iberica e le coste mediterranee di Francia. Stando alla previsione dell’istituto, a partire da questo venerdì (24 settembre) le nubi potrebbero persino raggiungere le coste dell’Italia.

Su Twitter, il ricercatore Mark Parrington, scienziato senior del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) dell’ECMWF, ha pubblicato un modello esplicativo della situazione attuale. Nel tweet, l’esperto ha assicurato che “la maggior parte dell’SO2 emesso nell’atmosfera si trova in strati più elevati a mano a mano che si allontana progressivamente dall’epicentro“. La sua concentrazione in Francia e in Italia non è pertanto considerata pericolosa in termini sia di degradazione della qualità dell’aria sia, per estensione, della salute dei residenti delle aree colpite.

 

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Il direttore dell’unità specializzata nelle emergenze Miguel Angel Morcuende ha confessato che l’eruzione vulcanica potrebbe continuare per i prossimi tre mesi, “tra 24 e 84 giorni.

Fonte Volcano Discovery

 

Fonte Volcano Discovery