Picchiata e stuprata lungo il Rubicone: è caccia all’aggressore

Ennesimo episodio di violenza di genere. Questa volta è successo a Cesena: la vittima stava passeggiando lungo il Rubicone.

Prima aggredita, picchiata a pugni e poi stuprata. Una realtà già sentita, un male cronico socio culturale a livello internazionale quello della violenza di genere all’apice del disumano. Le protagoniste sono sempre loro, le donne. L’ultima vittima è una donna di 60 anni, sorpresa alle spalle e bloccata da uno sconosciuto mentre passeggiava lungo il fiume Rubicone, nel Cesenate.

Picchiata e stuprata lungo il Rubicone: è caccia all'aggressore
Attiviste contro la violenza di genere (Getty Images)

NON PERDERTI ANCHE >>> Mattia Fogarin, la reazione dei genitori al recupero del corpo: attimi strazianti

Il sindaco della cittadina cesenate: “gesto vile e ignobile”

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Alessia | Content Creator (@lalessiuccia)

La violenza è accaduta venerdì notte, 11 febbraio, a Cesena, quando la vittima, una donna di 60 anni, stava facendo una passeggiata in solitaria lungo la foce del fiume Rubicone. Giunta nei pressi dei giardini Don Guanella, nell’area tra un quartiere residenziale e la spiaggia di Gatteo Mare, la vittima ha incrociato uno sconosciuto. L’aggressore ha immediatamente immobilizzato la vittima, aggredendola e picchiandola con forza. In seguito, lo stupro. Secondo quanto si apprende dalle testimonianze citate dai principali media italiani, l’indagato è un uomo di colore.

Dopo l’abuso, il ricercato si è dato alla fuga: da venerdì la polizia è alla ricerca delle sue tracce. Per accelerare le indagini, i Carabinieri di Cesenatico hanno annunciato l’avvio all’esame delle immagini catturare dai dispositivi di videosorveglianza pubblici e privati dell’area. La donna non si è piegata nel silenzio e ha deciso di chiedere aiuto. Accorso in suo soccorso il personale del 118, che l’ha trasferita all’ospedale Bufalini per le cure secondo il protocollo delle vittime di abuso sessuale. Evidenti segni di violenza sono stati evidenziati nelle dichiarazioni dei medici del nosocomio: la donna è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni.

Profondamente dispiaciuto per l’accaduto, il sindaco locale Roberto Pari ha deplorato tramite post Facebook il “vile e ignobile” gesto.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE >>> Arrestati cinque membri di una baby gang: pesanti le accuse nei loro confronti

Si tratta di un “episodio gravissimo e deprecabile. Simili fatti sono intollerabili e vanno condannati e contrastati con assoluta fermezza. Esprimo la mia piena solidarietà e quella di tutta l’Amministrazione alla vittima di questo atto spregevole e auspico che i Carabinieri, con cui sono costantemente in contatto, possano trovare il colpevole ed assicurarlo alla giustizia in tempi rapidi“.

Gestione cookie