Roskomnadzor imbavaglia anche Instagram: volano le app VPN in Russia

Non si arresta la propaganda di Stato narrata dal Cremlino. Gli strumenti più utilizzati da Mosca? La repressione del dissenso e la censura del pluralismo.

A un mese dall’inizio dell’operazione speciale in Ucraina ordinata dal presidente russo Vladimir Putin, la morsa della censura si fa sempre più stretta nell’immenso territorio della Federazione Russa. Dopo la dichiarazione del blocco dei colossi social come Facebook, o Meta, e Twitter, Roskomnadzor imbavaglia anche Instagram. La repressione delle manifestazioni per la pace e la censura dell’informazione libera e plurale dimostrano ancora una volta il volto sporco e disumano della volontà monopolistica geopolitica di Mosca.

Così, mentre l’Ucraina continua a combattere a favore della libertà e dell’indipendenza, devastata dagli ordinari crimini perpetrati dall’offensiva russa; dall’altro lato del confine, la popolazione russa si ritrova sempre più isolata e ripiegata su se stessa tra le catene, i tagli e il bavaglio della propaganda di Stato.

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Download a cascata di VPN: i social contro la censura

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Twitter (Ansa)

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Non credete alla propaganda, vi stanno mentendo.” come dimenticare l’iconico e coraggioso grido di dissenso della giornalista Marina Ovsyannikova nel suo blitz in piena diretta dell’emittente televisiva più seguita del Paese? La sua è solo una delle tante vocidi dissenso contro l’offensiva di sangue e morte avanzata ogni giorno dai militari russi sul territorio dei cugini fratelli ucraini. Eppure, grida e manifestazioni di massa non sono sufficienti a frenare la violenza della narrazione di guerra del Cremlino. Arresti e scontri ammanettano ogni forma, anche lieve, di opposizione alla narrazione di Stato.

La propaganda di Mosca avanza a pieno ritmo attraverso anche la censura dei più importanti mezzi di comunicazione e informazione online. Oltre alla sospensione di noti quotidiani internazionali, l’ente che presiede al controllo dei media russi Roskomnadzor blocca anche i social media. Il bavaglio sulle reti social evidenzia l’effettiva potenzialità in termini di libertà di informazione e pluralismo delle fonti: due valori imprescindibili in una comunità che si vuole emancipata dalle briglie della dittatura indirizzata alla più rigida autarchia.

Sempre più isolato e aggravato dalle pesanti sanzioni spacchettate dall’Occidente, il popolo russo cerca di sfuggire alle restrizioni e alla disinformazione di guerra scaricando le applicazioni di VPN. L’acronimo sta per Virtual Private Networks e indica un meccanismo di navigazione in rete privato e anonimo che, grazie al meccanismo del transito in tunneling, consente la comunicazione in rete tra due nodi senza lasciare tracce ad occhi di terzi; in questo caso delle entità governative russe. La navigazione tramite VPN consente alla comunità russa di cambiare l’effettiva posizione di accesso Internet, consentendo di conseguenza l’accesso alle piattaforme social attualmente in blocco.

Il boom registrato a partire da inizio mese, si parla di circa 10000 download di media al giorno, dimostra la volontà dei cittadini russi di conoscere la verità su quanto sta accadendo in Ucraina utilizzando siti con alti livelli di condivisione e pubblicazione; domini scevri dall’inquinamento della disinformation voluto dai vertici del Cremlino e dalla propaganda dello Stato.