Allerta vaiolo in Europa, Matteo Bassetti: “a breve migliaia di casi”

Sono trascorsi alcuni giorni dall’identificazione del paziente zero allo Spallanzani di Roma. Il virus si sta diffondendo in Europa; i motivi.

Sono passati diversi giorni dalla notizia relativa all’individuazione del primo caso di vaiolo delle scimmie in Italia. L’informazione è stata resa nota dall’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma. Il bollettino è in seguito salito a 3 casi rintracciati nella capitale. Nonostante il numero contenuto, l’allerta resta alta in tutta Europa e negli Stati Uniti. Stando all’ultimo comunicato dell’OMS, nuovi casi sono stati individuati in Australia, Belgio, Francia, Canada, Germania, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Stati Uniti e Regno Unito.

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Virus (Pixabay)

Diverse segnalazioni arrivano dagli USA mentre in Europa si contano finora almeno 28 casi sospetti. 92, invece, i casi confermati di vaiolo delle scimmie segnalati all’OMS da 12 Stati membri dove la malattia virale non è considerata endemica. Da Berlino, in occasione del summit del G7, Il messaggio del ministro della Salute Roberto Speranza rassicura l’opinione pubblica: l’Organizzazione Mondiale della Sanità mantiene “alto il livello di allerta grazie alla rete di sorveglianza europea e nazionale.”

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Vaiolo, i motivi della sua diffusione in Europa

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Virus (Pixabay)

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Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva altamente pericolosa. La trasmissione è di origine virale; contagio che nel 30% dei casi risulta fatale. L’ultimo caso conosciuto risale al 1977 in Somalia mentre nel 1980 il comunicato ufficiale dell’Organizzazione mondiale della sanità eradica ufficialmente la malattia, con conseguente sospensione della vaccinazione obbligatoria in tutti i Paesi. In Italia la sospensione della vaccinazione obbligatoria arriva nel 1977; la sua abrogazione nel 1981. Il nuovo paziente zero è ricoverato al Lazzaro Spallanzani di Roma: “Si tratta di un giovane tornato dalle isole Canarie. Presentato al Policlinico Umberto Primo, le sue condizioni sono risultate subito critiche [… e] il virus è stato rapidamente identificato con tecniche molecolari e di sequenziamento genico dai campioni delle lesioni cutanee”, si legge nella nota dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive

Gli esperti invitano alla prudenza, ma insistono sulla controllabilità della malattia: le dinamiche attuali non destano preoccupazione e in ogni eventualità il vaccino antivaiolo risulterebbe efficace a contrastare la neonata variante. Tra le ipotesi correlate ai motivi del ritorno del virus avanza la pista dell’aumento dei viaggio conseguenti al rallentamento delle restrizioni da Covid-19. Nonostante le rassicurazioni, l’opinione pubblica è già scissa dal timore di un nuovo scoppio pandemico. In merito non aiutano i pronostici dell’infettivologo Matteo Bassetti. Stando a quanto asserito dallo specialista, il rischio pandemico con conseguente trasmissione incontrollata del cosiddetto monkey pox resta molto alto: potrebbero registrarsimigliaia di casi nei prossimi giorni.”