Uccisa a colpi di pistola dal marito: dopo l’omicidio l’agghiacciante confessione

Roma, marito uccide la moglie a colpi di pistola e tiene in casa il suo corpo per 24 ore. Poi decide di confessare tutto al suo avvocato che lo denuncia

E’ avvenuto a Roma un ennesimo caso di femminicidio tra le mura domestiche. La vittima è Caterina D’Andrea, di 72 anni ed è stata uccisa dal marito 76enne, Pietro Bergantini, a colpi di pistola. L’omicidio è avvenuto nella giornata di domenica 19 giugno. L’uomo ha fatto fuoco contro la moglie sparandole una serie di colpi di pistola che si sono rivelati fatali. Uccisa la donna, l’uomo ha vegliato il cadavere per 24 ore in casa, prima di decidere di confessare tutto al suo legale che lo ha poi denunciato.

uccide moglie confessione
(Pixabay)

Pietro Bergantini ha passato la notte accanto al cadavere della moglie che aveva appena ucciso sparandole, prima di prendere la decisione di recarsi di persona a Prati, nello studio del suo avvocato, Giorgio Beni, a cui ha confessato di aver ucciso la consorte: “Ho ucciso mia moglie, l’ho fatto ieri” avrebbe detto al legale che ha poi prontamente denunciato Bergantini. Il cadavere di Caterina D’Andrea è stato rinvenuto intorno alle ore 16 nell’appartamento dove la coppia viveva, situato in una zona di Roma nord, precisamente in via Pietro Mascagni, una strada esclusiva fra i quartieri Trieste e Africano.

Uccide la moglie a colpi di pistola e tiene il cadavere in casa per 24 ore prima di confessare tutto al suo avvocato

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(Pixabay)

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L’omicida, Pietro Bergantini, è un ex manager di importanti compagnie di assicurazioni, adesso in pensione. Lui e la moglie vivevano in quella casa da circa 5/6 anni, si erano trasferiti lì da una casa più grande dopo esser rimasti soli. La coppia aveva una figlia ed è stata proprio lei, sotto shock per quanto accaduto, ad accompagnare la polizia nell’appartamento di via Mascagni. L’uomo per via della sua ex professione possedeva tre pistole, detenute con regolare porto d’armi.

Gli agenti della polizia stanno ora tentanto di ricostruire l’esatta dinamica della vicenda. Restano per il momento sconosciuti i motivi che hanno portato l’uomo a compiere tale gesto. Secondo chi li conosceva erano una coppia serena e senza problema alcuno. Non si riesce davvero a comprendere cosa abbia scatenato nell’ex assicuratore una tale violenza.

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Ad esprimersi sulla vicenda nelle ultime ore è stato proprio il fratello della vittima che ha confessato di aver sentito al telefono il cognato la stessa mattina di lunedì, inconsapevole di quanto era appena accaduto tra le mura di quella casa. “Ho chiamato Pietro stamattina alle 8.30, era a casa aveva dormito lì, gli ho chiesto come stesse Caterina e lui mi ha risposto che non poteva passarmela. ‘Sta dormendo, si sente poco bene‘, mi ha detto. Ci sentivamo ogni mattina con lei, effettivamente soffriva di emicranie, ma domenica erano andati al mare a Ostia, ‘alla Rotonda’ mi aveva spiegato mio cognato. Per lui ora non provo rabbia, ma molta delusione. Gesti del genere non sono giustificabili. Si è giocato la vita senza motivo“.
Sono in corso adesso le indagini per ricostruire gli ultimi della coppia. Sequestrati anche i rispettivi telefoni dei coniugi per ricostruire lo scambio di messaggi fra loro e con eventuali altre persone.