Covid-19, Luca Foresti: “In Italia almeno 11 milioni di contagiati”

Covid-19, il CEO del centro medico Santagostino Luca Foresti ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha svelato la stima sui reali contagi in Italia. 

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Il coronavirus continua a diffondersi in Italia. Stando all’ultimo bollettino della protezione civile, i nuovi casi positivi al coronavirus registrati nelle ultime 24 ore sono 1.648 (un numero nettamente inferiore rispetto ai 3.851 di ieri). I nuovi guariti sono 1.590 mentre i decessi sono 812. Al momento, quindi, ci sono 75.528 casi di pazienti covid-19 in Italia. I numeri, in realtà, potrebbero essere sottostimati. Luca Foresti, amministratore delegato del Centro Medico Santagostino, ha effettuato una serie di studi in cui ha realizzato delle stime sul possibile numero di contagi. “Secondo i miei calcoli gli italiani che hanno contratto il virus al 27 marzo sono almeno 11 milioni e 200mila. Stiamo vedendo solo lo 0,7% dei contagiati reali, e questo succede perché facciamo i tamponi solo ai sintomatici sufficientemente gravi”. Questi dati sono poco rassicuranti ma potrebbero significare anche altro. Un numero alto di contagiati si traduce anche in un numero più alto di guariti che dovrebbero ormai essere immuni al virus. Nella lunga intervista al Corriere, Foresti ha spiegato che questo virus è pericoloso perché c’è una grande fetta della popolazione che senza saperlo lo porta in giro aumentando il contagio.

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Covid-19 Italia, Luca Foresti e il caso Nembro

Medico ospedale
(Getty Images)

Nembro è uno dei comuni più colpiti dal coronavirus. Nel piccolo comune di Bergamo, il numero dei morti ufficialmente collegati al covid-19 è 31. Luca Foresti ha verificato,  invece, che il numero di morti a causa del coronavirus è nettamente più grande (circa 4 volte più grande, quindi 120 decessi per covid-19). L’amministratore delegato del Centro medico Santagostino ha osservato la media dei morti nel comune degli anni precedenti nel periodo compreso tra gennaio e marzo e ha visto che si registrano circa 35 decessi. Quest’anno, invece, sono stati registrati 158 decessi, una deviazione enorme rispetto alla media del periodo. L’anomalia è significativa: l’esperto ha concluso dicendo che se tutti i cittadini di Nembro avessero contratto il virus (con numerosi asintomatici), il tasso di letalità prendendo in considerazione i 158 decessi è dell’1%, che è il tasso più o meno atteso.

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Anche il virologo Burioni, qualche giorno fa, ha scritto su Twitter che la curva dei contagi e i dati letti dalla Protezione civile alle 18 non hanno molto senso perché bisognerebbe effettuare una serie di tamponi nella popolazione per capire in quanti hanno effettivamente contratto il virus.