Femminicidio, lei lo lascia e lui la decapita | La vittima ha solo 17 anni

Wilma Andersson, 17 anni, è stata uccisa dal suo ex Tishko Ahmed Shabaz. Il motivo del femminicidio: la fine della loro relazione. Al via il processo, lui si professa innocente

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Violenza psicofisica (Foto dal Web)

Un femminicidio efferato e che ha dell’incredibile. Protagonista una giovanissima vittima colpevole di aver troncato la relazione con il suo lui. È accaduto in Svezia, nel novembre del 2019. La giovane, di soli 17 anni Wilma Andersson, sparita nel nulla e ritrovata, morta, dopo ben due settimane.

Per gli inquirenti è stata morte violenta. La testa della ragazza, infatti, è stata trovata dagli agenti nascosta all’interno di una valigia. Del suo corpo, invece, nessuna traccia, ad oggi. I genitori chiedono giustizia, vogliono sapere dove sia il corpo della loro figlia, per poterla piangere nel loro dolore e concederla una degna sepoltura.

Fin da subito il sospettato è stato l’ex fidanzato della giovane ragazza, Tishko Ahmed Shabaz, 23enne di origini irachene. Tra qualche giorno, il 26 maggio, si aprirà il processo a suo carico ma il ragazzo, come dal primo giorno in cui è stato fermato, continua a professarsi innocente. Secondo la ricostruzione, infatti, il giovane non aveva accettato che la piccola Wilma lo aveva lasciato.

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Femminicidio, al via il processo per la morte di Wilma

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(pixabay)

Tra qualche giorno si apriranno le porte dell’aula di giustizia per Tishko Ahmed Shabaz, cittadino iracheno e dal 2014 anche svedese. Il 23enne sarà processato per l’omicidio della sua ex giovanissima fidanzata Wilma Andersson, uccisa a soli 17 anni e sparita nel nulla nel novembre 2019.

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Di Wilma ad oggi rimane solo la sua testa, ritrovata dopo due settimane chiusa in una valigia. Un femminicidio efferato, crudo e violento che ha sconvolto tutta la Svezia. Tutti gli indizi portano al 23enne iracheno, ex di Wilma. La polizia è certa che sia lui l’assassino, nonostante continua a dichiararsi innocente.

Per gli inquirenti è evidente che il folle gesto è stato dettato dal fatto che il giovane non aveva accettato di essere stato lasciato dalla vittima. Il 23enne avrebbe aspettato Wilma a casa sua, l’ha aggredita e uccisa. L’ha decapitata, ha avvolto la testa della giovane in fogli di alluminio e l’ha riposta nella valigia.

Non solo supposizioni nei confronti della colpevolezza di Tishko Ahmed Shabaz ma prove schiaccianti quelle in mano agli agenti. Le macchie di sangue trovate sul pavimento di casa sua e su un coltello da cucina pieno di sangue di Wilma.

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I vicini di casa, inoltre, hanno dichiarato di aver sentito delle urla arrivare dall’appartamento del 23enne proprio la sera in cui è stato in casa con Wilma.