Settembre 2020, record tutto in negativo: crescono i timori

Lo scorso settembre è stato il più caldo mai registrato prima: a rendere noto il dato Copernicus il quale ha precisato che la misurazione è ancor maggiore rispetto a quello dello scorso anno che aveva fissato un record.

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Lo scorso settembre è stato il più caldo di sempre. Un record che scalza il primato conquistato dal settembre 2019 di 0,5° C. A renderlo noto Copernicus, servizio di monitoraggio nato in ambito europeo. Nel 2020, però, ci sono stati anche altri mesi che hanno visto un incremento delle temperature rispetto alle canoniche medie. Un fenomeno che ha rafforzato i timori sulla possibilità che purtroppo la situazione clima sia degenerata.

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Settembre 2020, il più caldo di sempre: temperature record

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Il Copernicus avrebbe rilevato un record tutto in negativo. In particolare attraverso le misurazioni delle temperature è stato constato che lo scorso settembre sarebbe stato il più caldo di tutti i tempi, superando il già record del 2019. Un dato drammatico che alimenta sempre più i timori sull’inarrestabile aumento delle temperature che porterà a gravi danni per l’uomo.  In Europa, il mese appena trascorso ha fatto registrare anomalie in ogni suo angolo, finanche nei pressi del Mar Nero. In medio Oriente il caldo ha sopraffatto la popolazione. In America latina ed in Australia medesima situazione.

Ma negli USA l’aumento delle temperature è stato particolarmente catastrofico in ottica effetti. A Los Angeles, attanagliata per tutto il periodo estivo dagli incendi, le colonnine di mercurio hanno toccato i 50°C. Addirittura superati dalle misurazioni, ancora in fase di conferma, effettuate nella California meridionale con 54°C.In sostanza ogni angolo del mondo ha patito gli aumenti di settembre, in media si sarebbe trattato di un + 0,63°C rispetto alla media.

In forza degli accordi assunti a Parigi, l’obbiettivo è impedire che l’innalzamento delle temperature superi l’1,5°, diversamente l’umanità potrebbe pagare con la vita. Perché tale circostanza andrebbe ad incidere sul clima in modo massivo determinando eventi altamente rischiosi per la salute dell’uomo.

Si pensi agli incendi in California, questi rappresentano il primo sintomo di ciò che potrebbe accadere. In Siberia, poi, lo scioglimento dei ghiacciai è sempre più massivo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha ipotizzato che dalla fine degli anni ’90 sino al 2017 sarebbero state ben 166 mila i soggetti deceduti a causa delle elevate temperature. Un dato che si traduce nella morte di 22 persone al giorno.

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Bisogna, dunque, agire repentinamente e limitare inquinamento e produzione di gas serra. Diversamente il Pianeta perirà, il genere umano sarà spazzato via e non ci sarà tecnologia che potrà contrastare il collasso.

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M.S.