Misure estensive, Musumeci dichiara: “Nell’ultimo DPCM contraddizioni palesi…”

Il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, interviene circa l’applicazione di misure meno restrittive sull’isola. “Nell’ultimo DPCM contraddizioni palesi…”

 

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Da oggi anche nel resto d’#Italia viene esteso l’obbligo di utilizzare la mascherina in ulteriori contesti per prevenire una seconda ondata di contagi del #Coronavirus, una decisione anticipata in #Sicilia. Rispettare le regole è fondamentale per fermare l’avanzata del virus. #governoMusumeci @regionesiciliana

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Scontro Stato-Regione; il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci da giorni si sta attivando per applicare sull’isola delle misure meno restrittive rispetto all’ultimo DPCM di Giuseppe Conte, entrato in vigore la scorsa domenica e dal quale sono derivate una serie di scontri e proteste su tutta la penisola. Proprio in queste ore si dovrà decidere sul disegno di legge che prevede una disciplina diversa circa la chiusura delle attività commerciali, in conformità all’articolo 17 dello Statuto Speciale secondo il quale: Entro i limiti dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato, l’Assemblea regionale può, al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione, emanare leggi, anche relative all’organizzazione dei servizi, sopra le seguenti materie concernenti la Regione. 

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Musumeci, applicare misure estensive nei limiti di legge

In una intervista Nello Musumeci motiva il proprio intervento:  “Sto adottando un disegno di legge che prevede, assieme alle misure restrittive già concepite e praticate, la possibilità di adottare misure estensive là dove il governo consente di farlo, come nella normativa di dettaglio. Noi rivendichiamo il diritto di poter dire, signor presidente del Consiglio, noi riteniamo di spostare l’orario di chiusura di bar e ristoranti dalle 18 alle 22 o alle 23. Quando il governo centrale dirà che bisognerà chiudere per 24 ore, noi allora non fiateremo”.

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Nello Musumeci non si risparmia sull’ultimo DPCM, accentuando anche le abitudini siciliane: “…ci sono contraddizioni palesi evidenti. Chiudere i ristoranti alle 18 significa dire condannare alla chiusura preventiva…” “Da noi ci si siede a tavola alle 21 e alle 22. In alcuni locali si può cenare anche a mezzanotte, per questo siamo stati critici nei confronti del governo nazionale”. 

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