Il virologo Pregliasco: “La terza ondata arriverà a febbraio, necessario prepararsi”

Il virologo Fabrizio Pregliasco ha parlato della terza ondata dell’’epidemia da Covid-19 che, a suo avviso, arriverà a febbraio del 2021.

Covid Pregliasco nuova ondata possibile ecco perché serve prudenza
Il virologo Fabrizio Pregliasco (foto dal web)

Da circa due mesi, l’Italia sta affrontando la seconda ondata dell’epidemia da Covid-19 che ha costretto il Governo ad introdurre misure sempre più stringenti. Secondo alcuni esperti e l’ordine dei medici, le nuove restrizioni non sarebbero sufficienti a placare la diffusione del virus e sarebbe necessario un lockdown generalizzato per allentare la pressione sul sistema sanitario. Dello stesso avviso anche il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco che ha rilasciato un’intervista a Il Giornale. Secondo Pregliasco è necessario organizzarsi per cercare di prepararsi al meglio in vista della terza ondata che arriverà a febbraio.

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Covid-19, il virologo Pregliasco: “Prepariamoci per la terza ondata, arriverà a febbraio”

Coronavirus
(Getty Images)

Cosa accadrà con l’arrivo del Natale? Il rischio è che la politica sia tentata di sdrammatizzare la situazione, come è già successo durante la scorsa estate, per rilanciare l’economia del Paese. Questo non deve assolutamente succedere. Adesso bisogna organizzarsi per la terza ondata dell’epidemia, che arriverà a febbraio“. Queste le parole del virologo Fabrizio Pregliasco nel corso di un’intervista rilasciata alla redazione de Il Giornale. In merito alla possibilità di un nuovo lockdown generalizzato, che viene chiesto da settimane dai medici, l’esperto ha affermato che una misura di questo tipo sarebbe sicuramente la migliore per fermare i contagi, ma l’Italia non può permettersela.

Pregliasco si è soffermato sulle misure che potrebbero limitare la diffusione del virus spiegando che al momento bisognerà aspettare i risultati delle restrizioni imposte dal Governo in queste settimane e successivamente valutare la situazione. Nel caso, però, si evinca una mancata efficacia delle misure, un un nuovo “Restate a Casa” sarà inevitabile.

I medici –prosegue il virologo ai microfoni de Il Giornalenon sono assolutamente ansiosi nel chiedere un lockdown generalizzato. Hanno ragione a chiedere questa misura perché dal punto di vista sanitario è la più opportuna. I medici osservavano la sofferenza quotidiana. Occorre però ponderare bene cercando un equilibrio fra più elementi“.

Secondo l’esperto in questa seconda fase si sarebbe potuto fare qualcosa in più dal punto di vista della gestione dell’emergenza e la divisione in fasce di rischio del Paese sarebbe stata per lo più un compromesso tra bisogni sanitari, economici e sociali.

Infine Pregliasco ha spiegato che al momento la situazione non sarebbe affatto semplice, ma si intravedono i primi segnali positivi con il numero dei contagi quotidiani rispetto ai tamponi che cresce in maniera leggermente inferiore dei giorni scorsi.

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A questo, afferma il virologo, si aggiunge una leggera riduzione del Rt, l’indice di contagiosità che è mediamente stabile a 1,7, un dato sicuramente positivo.

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