Violenza sulle donne nell’Esercito. Caporale picchiata dal proprio superiore

Violenza sulle donne. Un caporale maggiore dell’Esercito italiano è stata selvaggiamente picchiata e vessata da un superiore, suo ex compagno

Violenza sulle donne
Soldatesse – GettyImages

Il caporal maggiore E.D.A. ha deferito presso la Procura Militare di Napoli L.D.A., suo superiore in grado nello stesso reparto ed ex compagno. Secondo la ricostruzione dell’accusa, presentata al pm Marina Mazzella, l’uomo avrebbe perpretato violenza e vessazioni ai danni della donna in più di un’occasione.

Violenza sulle donne. Caporale dell’ Esercito denuncia il suo superiore

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Codici e martelletto (foto Pixabay)

E.D.A. ha raccontato un’escalation di fatti dai toni raccapriccianti. E’ stata sbattuta contro il cruscotto di un’automobile con conseguente rottura di un dente; L.D.A le avrebbe messo le mani al collo e presa a schiaffi in varie circostanze, immobilizzandola e costringendola a stare sugli attenti per ore, prima di lasciarla libera di andare. La loro relazione sentimentale non è mai stata tranquilla. Durante l’ennesimo litigio sotto l’abitazione della caporale, l’uomo le avrebbe sputato sul volto e riempita di offese e diffamazioni.

La donna è stata ultimamente impegnata nell’operazione strade sicure nei mesi di lockdown duvuti alla pandemia da Coronavirus. E’ stata lei a denunciare L.D.A. vivendo in un clima insopportabile. La vicenda, giunta alle soglie del processo, vede pendere sull’uomo un’accusa di “violenza contro un inferiore”.

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Violenza sulle donne
Esercito Italiano – GettyImages

La caporal maggiore E.D.A. è stata supportata dalla tenente Cristina De Cesare, la quale è stata la prima a constatare la presenza di segni sul collo della soldatessa. La sua testimonianza è determinante poiché coinvolge un altro esponente dell’Esercito. Durante le indagini, la stessa caporale ha indicato le generalità, i gradi, il ruolo dell’aggressore. Ha dichiarato inoltre: “Abbiamo vissuto una relazione sentimentale, interrotta almeno tre volte, sempre per il suo carattere irascibile, violento nei miei confronti”. La donna adduce inoltre l’aggravante imposta dalla gerarchia militare.

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