Pandemia, scoppia il focolaio nel carcere di Sulmona. Hanno contratto il virus anche 5 agenti di Polizia Penitenziaria

Giovane inglese rischia il carcere a vita
Carcere (Getty Images)

La seconda ondata fino ad ora aveva risparmiato in un certo senso, i contagi della prima diffusione di Covid-19 nelle carceri. In primavera scoppiarono veri tumulti con forti contestazioni in varie strutture detentive del paese. Ci fu anche la polemica legata alle scarcerazioni di soggetti con malattie e tra questi ci fu l’uscita temporanea anche di alcuni condannati al regime del 41-bis. Stavolta non si sono ripetuti i problemi di marzo e aprile ma a Sulmona, però, è scoppiato un focolaio. Sono ben 16 i positivi che hanno spinto la struttura abruzzese, che ospita 400 detenuti, a ordinare tamponi a tappeto per isolare i contagiati dai sani. Il rischio che il numero aumenti c’è tutto e anche tra gli agenti di polizia penitenziaria ci sono già 5 positivi al Covid-19.

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Pandemia, focolaio in carcere

Carcere(Getty Images)
Carcere (foto da Getty Images)

E’ partito così uno screening dei detenuti per individuare il numero esatto di contagiati e isolarli dai sani. Sono stati eseguiti tamponi a tappeto di tipo molecolare. Niente test rapidi, quindi. Si cerca di ottenere il risultato più attendibile possibile dalla campagna. Non ne hanno fatto parte invece gli agenti di polizia penitenziaria. Mancano anche i sostituti. Il Direttore del carcere, Sergio Romice, ha rilasciato delle dichiarazioni: “La sezione dove si sono registrati i casi è sotto controllo. Ora dobbiamo attendere che vengano completati gli accertamenti su tutti detenuti da parte del comparto sanitario che è stato bravo ad intercettare un sintomatico”. Intanto il sindacato di settore ha sottolineato la carenza di personale, problema in verità diffuso un po’ in tutto il paese. Carceri sempre più piene e personale non adeguato numericamente.

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Carcere
Carcere (Getty Images)

In una nota il sindacato afferma: Appare inevitabile e riduttivo agire immediatamente in ordine a quanto segue: isolare i detenuti positivi in appositi ed accurati spazi, con la riduzione dell’attuale capienza detentiva dei medesimi.

 

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