Ginecologo sgozzato a Milano. Le dinamiche non convincono: è giallo

Ginecologo sgozzato a Milano. Le forze dell’ordine mettono in dubbio l’ipotesi della rapina cn esito tragico e stanno vagliando anltre piste

Ginecologo Milano
Stazione di Milano – Instagram

E’ morto nel pomeriggio del 19 Dicembre Stefano Ansaldi (65 anni), medico ginecologo di Napoli, mentre si trovava nei pressi della stazione di Milano. Avrebbe subito un’aggressione da parte di due uomini, identificati da alcuni testimoni come nordafricani sui 30-35 anni, che lo hanno accoltellato alla gola con la finalità di rapinarlo.

Non reggerebbe queste ipotesi secondo i carabinieri di Napoli e Milano che stanno lavorando congiuntamente in queste ore. Il punto cardine delle indagini sta vertendo sulla motivazione che ha spinto il dottor Ansaldi a recarsi nel capoluogo lombardo, ancora sconosciuta. Aveva detto a moglie e familiari di avere un appuntamento e che il suo soggiorno a Milano sarebbe stato breve. Non ha specificato ulteriori dettagli.

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E’ stato rivenuto in agonia in via Macchi, nei pressi di un palazzo in ristrutturazione. Indossava guanti in lattice, probabilmente per le misure anti Covid, e parecchi indizi hanno messo in moto la macchina dei sospetti. Innanzitutto la dinamica della rapina è del tutto fuori da ogni tipico schema; accanto al corpo del ginecologo si trovava, infatti, un Rolex non toccato dai malviventi. Anche la valigetta del 65enne è stata rivenuta accanto a lui. Unici oggetti mancanti: portafogli e cellulare. Questo ha reso impossibile tracciare gli ultimi contatti di Stefano Ansaldi. 

Altro sospetto viene sollevato dalle modalità dell’omicidio: il taglio è stato netto, preciso, realizzato con un’arma inusuale per una rapina (trovata anch’essa accanto al cadavere), cioè un coltello da cucina, per tagliare il pane o l’arrosto, ritenuto troppo grande per poter essere nascosto sotto i vestiti.

Carabinieri
Carabinieri (GettyImages)

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Il medico era specializzato in fecondazione assistita, padre di due figli. Titolare di uno studio in piazza Cavour, nel centro di Napoli. Non si è mosso per circa tre ore dal perimetro adiacente alla stazione centrale di Milano fino alla tragedia del suo omicidio. Continuano le indagini per sapere chi doveva incontrare e quali fossero le motivazioni reali che lo hanno spinto a recarsi in Lombardia.