Bitcoin: proteggere le criptovalute ed evitare le trappole dei cybercrimine

Ecco una serie di accorgimenti utilizzate dagli hacker per proteggere le nostre criptovalute nella Bitcoin mania.

La Bitcoin mania raggiunge vette sempre più alte. Il suo mercato continua a correre senza freni e attualmente gira intorno a un valore di mille miliardi di dollari. Tuttavia, la febbre dei Bitcoin non è sfuggita nemmeno ai cybercriminali, già all’opera per ottenere la loro fetta di torta. Stiamo parlando del cryptojacking, vale a dire la tattica messa in atto dagli hacker per usare il tuo computer per fare soldi a tua insaputa. L’attività è resa possibile grazie all’integrazione di malware, qualsiasi software intenzionalmente progettato per causare danni a un computer, che consentirà l’utilizzo in remoto del tuo pc per sottrarti le criptovalute.

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Le tecniche più utilizzate dagli hacker

Computer hacker
Computer hacker (Pixabay)

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Per proteggersi da questa spiacevole situazione, i professionisti consigliano l’adozione di soluzioni antivirus, antimalware o anche estensioni come No Coin su Firefox, applicazioni che bloccheranno i programmi di mining (termine tecnico per “estrazione di criptovaluta”), gli attacchi esterni e l’esecuzione di linguaggi javascript sconosciuti. Gli hacker dannosi arrivano persino a creare false criptovalute, con l’obiettivo di attrarre gli investitori che desiderano approfittare dell’attuale mania per ricavarne un profitto. A seguire i consigli:

Prima di investire, scopri la storia del Bitcoin in questione; controlla se è ben nota nella rete e, se sei in dubbio, fai attenzione ai (falsi) siti Web collegati alla relativa criptovaluta. Un altro consiglio è l’incrocio di informazioni tra i siti ufficiali. È importante ricordare che in caso di esitazione, è sempre meglio non investire. Al pari del tuo conto bancario online, il portafoglio di criptovaluta deve essere protetto e sicuro, proprio come con tutti gli account online. Pertanto, presta attenzione al phishing (furto di dati personali), ai messaggi dannosi o ai malware che mirano a recuperare informazioni sensibili, quali nome utente e password.

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Gli specialisti in valute elettroniche concordano nel consigliare “cold wallet” e “hardware wallet”; metodi che spesso sono affiancati da supporti di archiviazione fisici, come ad esempio la chiavetta USB. L’idea è quella di assicurarsi che il portafoglio elettronico resti in tasca, con i relativi bitcoin crittografati all’interno di una memoria di massa portatile.