Umberto Tozzi come i Rolling Stones: “Donald Trump l’ha fatto anche a me”

Umberto Tozzi ha usato Instagram per denunciare un uso improprio di uno dei suoi pezzi più celebri durante una manifestazione di Donald Trump

 

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Il celebre cantautore Umberto Tozzi sceglie Instagram come mezzo per diffondere un messaggio importante. Con tono duro e un volto estremamente serio, tramite un video, si dissocia dall’utilizzo di uno dei suoi brani più famosi a livello mondiale, Gloria, durante un comizio di Donald Trump che ha preceduto il nefasto assalto al Campidoglio a Washington.

“Gloria è una delle canzoni a cui sono più legato, in cui celebro la bellezza della vita e non è certo un inno di rivolta” – sottolinea l’interprete torinese. Umberto Tozzi definisce se stesso come una persona che ha sempre privilegiato, nella sfera pubblica come in quella privata, “l’amore alla violenza, il dialogo alla forza”.

Non ci sta, lo dice apertamente. Non vuole che il suo nome e il suo operato siano associati a fatti così devastanti che hanno lasciato tutto il mondo attonito a guardare. Non si sa quali provvedimenti legali potrà prendere ma, nelle vesti di autore del brano, si dice pronto a difendere ” i principi e l’origine di questa canzone”.

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Umberto Tozzi sulla stessa scia dei Rolling Stones e Neil Young

 

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Anche altre stelle della musica in campo internazionale hanno accusato Donald Trump e il suo staff degli stessi fatti denunciati da Umberto Tozzi.

Durante un comizio a Tulsa, in Oklahoma, sono riecheggiate le note della famosissima canzone dei Rolling Stones, You can’t always get what you want per infiammare gli animi dei presenti. “Non usi mai più la nostra musica”. Questo è il messaggio che Mick Jagger e compari hanno mandato all’indirizzo del presidente Trump. Già nel corso della campagna elettorale del 2016 i Rolling Stones avevano diffidato Trump e il suo entourage di utilizzare i loro brani.

 

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La leggenda vivente e rock star Neil Young è passata direttamente ai fatti. Il musicista fa sapere a mezzo internet che non sono mai state concesse autorizzazioni per adoperare i pezzi dal titolo Rockin’ in the Free World e Devil’s Sidewalk in nessun evento politico. Si richiedono dunque i danni come risarcimento nella misura massima consentita a causa della violazione dei diritti d’autore.