Arresto Navalny: l’Onu e l’Ue chiedono l’immediato rilascio

Un mese di carcere per Alexei Navalny. Diritti umani: l’Onu e l’Ue sollecitano la Russia a “inchiesta indipendente”.

Ieri, domenica 17 gennaio, l’avversario russo Alexei Navalny, da tempo impegnato nella lotta alla corruzione, ha lasciato l’aeroporto di Berlino per atterrare a Mosca insieme alla moglie, Yulia Navalnaya. Il suo volo, il cui atterraggio era previsto nell’aeroporto Vnukovo, è stato dirottato verso l’aeroporto di Sheremetyevo, dove Navalny è stato immediatamente arrestato dalle autorità russe del FSIN (Федеральная служба исполнения наказаний Российской Федерации). D’altronde, il servizio carcerario russo (ФСИН России) lo aveva già avvertito sull’obbligo di detenzione per violazione delle condizioni della pena detentiva ricevuta nel 2014. Il dissidente politico è stato in seguito trasferito nel secondo dipartimento del ministero dell’Interno nella città di Khimki, dove si è svolto il procedimento per direttissima. Alla notizia dell’arresto, 30 giorni di detenzione, l’attivista si è rivolto al supporto dei suoi sostenitori: “Scendete in piazza, non abbiate paura.” Attualmente, l’Onu e diversi leader politici dell’Unione Europea si stanno mobilitando per sollecitare la Russia alla sua immediata liberazione.

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“L’Europa gli ha salvato la vita e la sua detenzione è una violazione dei diritti umani.”

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«È sconcertante che Alexey Navalny, vittima di un crimine odioso, sia detenuto dalle autorità russe», ha aggiunto in un tweet il ministro degli Affari esteri e del Commonwealth Dominic Raab, esortando la Russia a indagare sui motivi dell’attuazione sul territorio di “un’arma chimica” potentissima come l’agente chimico nervino, invece che “continuare a perseguitare il signor Navalny”, di cui si chiede la “liberazione immediata”. Lo ha ripetuto questo lunedì 18 gennaio anche l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, la quale ha dichiarato in un comunicato di essere “profondamente turbata” dall’improvviso arresto del leader dell’opposizione russa. Lo scorso settembre, la politica cilena aveva invitato le autorità russe ad avviare un’indagine “approfondita, trasparente, indipendente e imparziale” sul “crimine molto grave” commesso contro l’avversario del Cremlino.

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite ribadisce la richiesta di un’indagine approfondita e imparziale sul suo avvelenamento. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite ha ricordato che la neurotossina Novichok (Новичо́к) è una sostanza altamente raffinata ed estremamente difficile da ottenere. “Questo solleva molte domande” – annuncia – “Perché usare sostanze come queste? Chi li usa? Come li hanno presi?”

Fonte Cnews