Il Messico invia 16 resti umani in Austria: al via le analisi

L’ufficio del procuratore messicano spera nell’Università di Innsbruck: le ossa apparterrebbero ai 43 studenti di Ayotzinapa.

L’ufficio del procuratore messicano ha inviato 16 resti umani in Austria per accertare, attraverso i metodi dell’analisi genetica, la presunta corrispondenza tra le ossa rinvenute e qualcuno dei 43 studenti di Ayotzinapa dichiarati scomparsi sette anni fa. Il caso è noto come Strage di Ayotzinapa e avvenne precisamente il 26 settembre 2014 nella città di Iguala, in Messico. L’incidente ha scioccato l’intero paese ed è diventato in breve tempo una questione internazionale. Il giorno del massacro gli studenti erano in viaggio a bordo di tre autobus verso la Città del Messico.

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Secondo le ricostruzioni, i tre veicoli sono stati fermati dalla polizia locale: gli agenti attaccarono brutalmente i ragazzi della Escuela Normal Rural Raúl Isidro Burgos di Ayotzinapa; causando 6 morti; 25 feriti e 43 rapimenti. Sebbene cause e dettagli sul massacro siano ancora sconosciuti, le autorità conclusero che i giovani rapiti siano stati consegnati e uccisi da alcuni esponenti dei Guerreros Unidos, una pericolosa organizzazione criminale che opera negli stati messicani di Morelos e Guerrero.

I rapporti governativi ufficiali riportano che lo scorso giovedì, 18 febbraio, i rappresentanti della Procura della Repubblica e un team argentino specializzato in antropologia forense, hanno consegnato all’Università di Innsbruck, in Austria, i 16 resti umani rinvenuti nella Barranca de la Carnicería della Cocula, nello stato meridionale di Guerrero, luogo della sparizione degli studenti. L’istituto austriaco è già riuscito a risalire all’identità di due dei 43 ragazzi scomparsi, quali quelle di Christian Alfonso Rodríguez Telumbre e Alexander Mora Venancio.

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strage di Ayotzinapa
Manifestazione contro la Strage di Ayotzinapa (Getty Images)

Un terzo studente, Jhosivani Guerrero, era stato già identificato dalla Procura durante il governo di Enrique Peña Nieto, alla presidenza dal 2012 al 2018.

Fonte El Universal