Jacopo Olmo Antinori: “Aspettative per il 2021? Decollare in tutti i sensi”

Intervista esclusiva a Jacopo Antinori, attore di cinema e teatro. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato? Seguiteci.

Jacopo olmo antinori
Weekend (Ufficio stampa)

Classe 1997, a soli ventitré anni la critica lo reputa il meglio della gioventù del cinema italiano contemporaneo. Jacopo Olmo Antinori è un attore di origine toscana. Nonostante la sua giovane età, ha lavorato accanto a grandi registi come Ivano De Matteo, Donato Carrisi, Cosimo Alemà. E’ stato uno dei protagonisti del film Weekend di Riccardo Grandi dove interpreta Federico.

Con impegno, determinazione e passione sta scalando la vetta del successo e noi, curiosi, non abbiamo resistito e abbiamo fatto alcune domande all’attore.

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Jacopo Olmo Antinori
Weekend (Ufficio stampa)

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Ciao Jacopo presentati ai nostri ascoltatori

Ciao sono Jacopo Olmo Antinori e sono un attore.

Descrivi la recitazione con tre aggettivi.

Difficile, snervante e sublime.

Come ti sei presentato al tuo primo provino?

Il primo provino della mia vita, avrò avuto otto/ nove anni e non me ne importava nulla perché nemmeno volevo farlo all’inizio.

Un ricordo del tuo esordio.

In assoluto a teatro, avevo 9 anni e facevo un bambino nel Racconto d’inverno di Shakespeare al Globe e mi ricordo che aprivo lo spettacolo facendo partire questa trottola in mezzo al palco da solo e vestito di bianco.

Il tuo portafortuna.

Non ho mai avuto un portafortuna. Non cerco fortuna sono io stesso fortuna.

Weekend è uno dei tuoi ultimi lavori, descrivi con tre parole il tuo personaggio.

Problematico, ferito, puro.

Qual è il messaggio del thriller?

Non tutte quelle che sembrano amicizie sono realmente amicizie.

Peter Del Monte, Ivano De Matteo, Donato Carrisi, Cosimo Alemà, i Fratelli Taviani, Riccardo Grandi. Cosa ti hanno lasciato queste persone?

Tante cose diverse, e la cosa che li accomuna tutti è esperienza. Mi hanno dato la possibilità di costruire mattoncino per mattoncino un muro di esperienza che mi porterò sempre dietro e che mi aiuterà per tutto il resto della mia vita, della mia carriera.

La critica ti reputa il meglio della gioventù del cinema italiano contemporaneo, pensi realmente di esserlo?

Sì, senza arroganza…sì.

Thriller o commedia?

Spy movie.

La tua esperienza del cuore?

Io e te insieme a Bernardo

Migliore attore di commedia per il Golden Graal ti sei sentito all’altezza?

mm sì.

Hai lavorato fin da piccolo a teatro, hai mai pensato di continuare quel percorso?

Sì lo sto facendo, ho portato in scena uno spettacolo un paio di anni fa prima ovviamente che chiudessero i teatri, insieme a un mio caro amico Edoardo Purgatori. E’ una cosa che ho interesse a proseguire soprattutto nell’aspetto diciamo produttivo dell’assemblaggio e dei spettacolo teatrali che è un’esperienza stancante ma anche molto soddisfacente.

Teatro o cinema?

Cinema tutta la vita.

2020, cosa ti ha lasciato l’anno passato?

Un titolo di studio in più e un reset emotivo.

Aspettative per il 2021?

Decollare in tutti i sensi del termine. Nel piano personale e collettivo e lavorativo.

In un futuro ti vedi regista?

Con chi ti piacerebbe lavorare?

Con un sacco di persone e i sogni della mia vita in questo momento sono registi come Martin Scorsese e  Wes Anderson.

Come stai vivendo la situazione Covid a lavoro?

Faticoso, soprattutto perché sembra tutto un po’ arenato, molto difficile sembra di camminare nel cemento appena steso, però la speranza la prospettiva di decollare c’è.

Progetti futuri?

Per ora preferisco glissare.

BEATRICE MANOCCHIO

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