Sanremo: le pagelle dell’ultima serata del Festival

Si è conclusa la 71° edizione del Festival di Sanremo e di seguito il meglio e il peggio della serata che ha portato all’elezione del vincitore della kermesse.

 

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TOP

Maneskin 10

Sono loro a trionfare nella 71° edizione del Festival di Sanremo. Non si denaturano per vincerla ma la vincono lo stesso. Portano il rock sul palco dell’Ariston, con il loro stile appariscente e stravagante e quella grinta che li contraddistingue. La band romana a soli 19 anni è una delle più interessanti del panorama musicale italiano e li aspetta sicuramente un futuro costellato di successi che ha inizio con un Leone d’oro in bacheca.

Orchestra 10

Senza di loro non sarebbe stato il Festival di Sanremo. Sono l’anima della manifestazione. Una delle più antiche realtà musicali italiane: 116 anni di vita. In un periodo così difficile per il mondo dello spettacolo questo Festival può aver dato un debole segnale di ripartenza, auspicandosi che presto tutti gli orchestranti possano tornare a svolgere quel mestiere fatto di passione, di arte, di talento e di emozioni.

Achille Lauro 10

‘Esagerazione, teatralità e disinibizione’, l’aveva anticipato prima del debutto in scena con il primo dei suoi quadri. Ha portato il glam, il rock and roll, il pop, il punk. Ha portato l’essere, il godimento, il giudizio e il pregiudizio, l’anticonformismo e la libertà. Ha portato Achille Lauro in tutte le sue forme e soprattutto in tutte le sue vesti. Oggi il pubblico conosce quell’artista che due anni fa ha esordito su questo palco, ignaro del successo che avrebbe avuto. Genio e sregolatezza, un quadro vivente di arte moderna, un fiume in piena di idee, spregiudicato quanto basta e originale senza condizioni. Anzi, solamente una: questo, Lauro, è solo l’inizio.

Ibrahimovic 7

Il fantasista rossonero questa sera ha fatto conoscere agli spettatori un lato di sè che finora ha sempre voluto tenere nascosto. Dopo i soliti siparietti in cui il protagonista assoluto risulta essere il suo ego, ha finalmente buttato giù la maschera e ha presentato a tutti un Ibrahimovic sensibile, umile ed estremamente generoso. Nel suo monologo ha dato una bella iniezione di fiducia a chi, disilluso, rinuncia ai propri sogni. E’ stato un modello d’eccezione per questo Festival con un fisico imponente. E ha devoluto l’intero cachet in beneficienza. Finalmente stasera abbiamo conosciuto l’uomo e non il personaggio.

Amadeus e Fiorello 6

Al limite tra il Top e il Flop ci sono i realizzatori di questo Festival. Una sufficienza che per loro è un insuccesso perché ci si aspetta molto di più da due showman di tale caratura. Le attenuanti sono senza dubbio le condizioni in cui si è svolto il Festival quest’anno e il coraggio che hanno avuto nel concretizzarlo nonostante il clima surreale in cui ha preso vita. Non riescono però a conquistare il pubblico come avevano fatto lo scorso anno. A questo Show è mancata la verve, il mordente, la grinta, quella spinta per risalire verso l’alto. E solo loro avrebbero potuto darla.

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Le note stonate di questa 71° edizione del Festival

FLOP

 

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Francesco Renga 4,5

E’ stata forse la più grande delusione del Festival considerando le aspettative che erano state investite su di lui. Questo forse per un senso di fiducia incondizionato nei confronti di chi fa musica da 37 anni. Ci si era affidati alla sua voce, alla carriera, all’esperienza che non avrebbe giocato brutti scherzi su un palco così prestigioso ma purtroppo non è bastato.

Random 3

Per lui questo Festival ha significato far fronte alle innumerevoli critiche che gli sono piovute addosso. Non deve essere facile per un giovane di 19 anni ma è altrettanto probabile se si decide di fare un passo più lungo della gamba. Probabilmente non era pronto per un palco così importante, l’ha dimostrato la sua ultima posizione ma soprattutto le stonature che sono state una costante di tutte le esibizione in queste cinque serate.

Aiello 3

Purtroppo per lui questo Festival non è stato il trampolino di lancio che avrebbe auspicato. Ha toppato in pieno l’esibizione delle cinque serate e anche stasera non si è riscattato. Un problema di voce per lui, ma era prevedibile ricordando le urla nelle serate precedente. ‘Sesso ibuprofene’ dice il testo, volendo esprimere l’effetto che l’antidolorifico può avere come anestetizzante nei confronti del malessere derivante da una delusione d’amore. Senza tenere conto però delle effettive controindicazioni che ha l’ibuprofene sulle prestazioni sessuali. Il genere indie in questa generazione sta vivendo un momento positivo e sono molti gli artisti che lo stanno portando sempre più in alto, ma non è stata questa la giusta occasione per Aiello.

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Bugo 4

Senza Morgan la sua partecipazione al Festival non ha lasciato il segno. Purtroppo l’attenzione si è focalizzata tutta sull’esibizione che ha lasciato molto a desiderare, sia perché la canzone non ha fatto breccia nel cuore degli ascoltatori, sia per le sue doti canore che non sono state esaltate da questa performance, nonché per uno stile desueto e incompreso.