Violento attacco maoista: 22 soldati uccisi dai ribelli

Almeno 22 i membri delle forze di sicurezza morti questa domenica (4 aprile) per mano dei rivoltosi maoisti: l’agguato.

Almeno 22 soldati sono morti questa domenica (4 aprile) in un violento scontro contro i ribelli maoisti. Il lago di sangue è avvenuto nello Stato federato centrorientale di Chhattisgarh, vicino alla capitale di Stato Raipur (India). Secondo quanto riporta il notiziario locale Times of India, il Paese indiano è stato teatro di una macro-operazione contro i rivoltosi. Alla spedizione anti-maoista, avviata questo venerdì (2 aprile), hanno partecipato oltre 2.000 soldati.

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Il bilancio delle vittime

narenda modi
KOLKATTA, INDIA – APRIL 3: Naranda Modi (Photo by Atul Loke/ Getty Images)

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Stando a quanto riferiscono le fonti ufficiali della polizia di questa domenica, citate dal Times of India, tra i soldati vi erano i membri appartenenti alla Central Reserve Police Force (CRPF); l’unità CoBRA (Commando Battalion for Resolute Action); la District Reserve Guard (DRG); la Special Task Force (STF). I funzionari si sono mobilitati nella massiccia spedizione anti-maoista, la cui operazione si è estesa lungo i territori di Tarrem, Usoor e Pamed (a Bijapur), Minpa, Narsapuram e Sukma, nelle foreste del Bastar meridionale.

Secondo quanto scrive il media locale, la squadra di pattuglia stava avanzando verso la foresta di Jonaguda, a circa 500 chilometri dalla capitale Raipur, quando è stata improvvisamente attaccata da un battaglione di maoisti PLGA (Peoples Liberation Guerilla Army), l’ala armata del Partito Comunista dell’India (maoista). Le attività dell’unità militare mirano a rovesciare il governo indiano attraverso la guerra popolare. Attualmente il bilancio delle vittime segna 22 morti, oltre 32 feriti e 1 disperso (Times of India).

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Il Primo ministro dell’India Narendra Modi ha dichiarato su Twitter che “i sacrifici dei coraggiosi martiri non saranno mai dimenticati”; mentre il ministro dell’Interno Amit Shah ha twittato che l’India “continuerà a combattere in nome della pace e del progresso“.

Fonte Times of India