Mario Biondo, la svolta clamorosa: finalmente la verità. I dettagli – VIDEO

Qual è la verità sulla morte di Mario Biondo? A distanza di anni escono a galla nuovi indizi che potrebbero stravolgere le carte in tavola

Sono passati otto anni dalla morte di Mario Biondo, il cameraman palermitano trovato senza vita nella sua casa di Madrid nel 2013. Dopo tutto questo tempo, sono riemersi alcuni elementi che potrebbero portare alla verità del caso, archiviato all’epoca come suicidio. La Procura Generale si è attribuito il caso così da far uscire altri dettagli. Tra questi sembrerebbe che Biondo, a differenza di quanto detto fino ad ora, al momento della morte non era solo in casa e qualcuno ha usufruito della sua carta di credito in un locale notturno di Madrid, a pochi passi dalla sua abitazione, tra le 2:08 e le 2:53 del mattino.

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Mario Biondo: quali sono le novità del caso?

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(Getty Images)

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Il caso di Mario Biondo è da considerarsi irrisolto visto che a distanza di anni emergono particolari che potrebbero cambiare le carte in tavola. Le nuove informazioni sono arrivate grazie al lavoro di Emme Team, un gruppo di consulenti legali e paralegali italo-americani che si occupa di casi irrisolti. La famiglia della vittima ha incaricato la squadra a fare ulteriori ricerche sul figlio. Secondo le fonti, i due smartphone che avevano accesso alle pagine Facebook e Twitter della vittima, proprio tra il 29 ed il 30 Maggio 2013, sera della morte, controllavano le attività social del cameraman. Uno dei due cellulari inoltre sarebbe stato in collegamento al wi-fi dell’appartamento. Quindi la notte della morte, dai controlli sarebbe emerso che Mario abbia usato Facebook per comunicare con i fratelli.

Nuovi dettagli

A dieci minuti alle 1, sembra che uno dei due dispositivi scoperti dagli esperti sarebbe stato collegato  alla wifi e sarebbe stato usato nell’appartamento mentre il secondo telefono sarebbe stato utilizzato vicino all’abitazione. Il giorno dopo, entrambi i cellulari sarebbero stati ancora una volta utilizzati in casa della vittima alle 19:00, quando all’interno erano presenti le forze dell’ordine. Chi c’è quindi dietro la morte del cameraman? Emme Team, avendo avuto disposizioni da parte della famiglia della vittima, sta ora lavorando per fornire alla Procura Generale una mappa con i dati inerenti agli spostamenti fatti, tra il 29 ed il 30 maggio 2013, dai due dispositivi individuati, per conoscere i movimenti post morte.

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Video virale (Free-photos_pixabay)

A questo punto il caso potrebbe riaprirsi e quello che la Procura aveva dichiarato un suicidio potrebbe trasformarsi in un omicidio.