Violenta e uccide una bambina di 5 anni: giustiziato dai ribelli

L’associazione birmana ha ucciso l’uomo a colpi di arma da fuoco. La vittima era stata accusata di abuso sessuale e omicidio.

Nuovo episodio di violenza nel Myanmar, dove un gruppo armato di ribelli ha ucciso un uomo a colpi d’arma da fuoco. Secondo quanto riportano i notiziari, la vittima era stata precedentemente condannata e arrestata per aver violentato e in seguito ucciso una bambina di soli 5 anni. Il crimine sarebbe avvenuto qualche settimana dopo il suo rilascio dal carcere tramite amnistia concessa dalla giunta militare. Questa è la seconda pena capitale che si registra nello Stato Shan, nella Birmania più orientale, a partire dal 2021.

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Il condannato aveva alle spalle altri capi d’accusa

Carcere
Carcere (Getty Images)

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Il detenuto aveva abbandonato il centro penitenziario il 12 febbraio di quest’anno, dove stava scontando una condanna a sette anni di prigione per furto, favoreggiamento e omicidio. Rilasciato dalla giunta militare, l’uomo era tornato nel suo villaggio di Namhsan, capitale del distretto di Tawngpeng, a nord dello Stato Shan del Myanmar. Erano passati solo 21 giorni di libertà quando mise in atto l’ennesimo reato: questa volta, il criminale “ha violentato e ucciso una bambina di 5 anni“.

Stando a quanto ha riferito il portavoce del gruppo ribelle Tar Aik Kyaw, i capi d’accusa sono stati confermati da un tribunale locale. Il processo è avvenuto sotto la supervisione dell’Esercito di liberazione nazionale di Ta’ang, i cui membri hanno giudicato il 24enne colpevole e, pertanto, “condannato alla pena di morte all’inizio di aprile nel villaggio di Namhsan.” Il portavoce dell’organizzazione non ha specificato le modalità di esecuzione, ma ha precisato che il malvivente era stato precedentemente sospettato di aver violentato una donna di 54 anni e un’altra bambina di 4 anni; tuttavia, il responsabile versò un risarcimento finanziario per sviare le indagini.

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proteste birmania
Prostestante pro-democrazia in Birmania (Getty Images)

Il sistema giudiziario birmano non ammette la pena capitale dal 1988. Tuttavia, in alcuni territori di confine, controllati da organizzazioni etniche ribelli, esiste un sistema giudiziario parallelo che prevede ancora la sua applicazione in casi specifici.

Fonte Infobae