“Storie Italiane”, il mistero di Denise si infittisce. Spunta un biglietto che spiega i motivi del rapimento

Il mistero sulla sparizione di Denise Pipitone diventa sempre più contorto. A “Storie Italiane” un biglietto ha spiegato i motivi del rapimento. 

Eleonora Daniele
La conduttrice Eleonora Daniele (screenshot Storie italiane)

Emergono nuovi indizi sul caso di Denise Pipitone, la bambina rapita da Maraza del Vallo il 1° settembre 2004 mentre giocava davanti casa della nonna materna.

Sono passati 17 lunghi anni nei quali tutte le ipotesi investigative sono state nulle, tutte le piste hanno portato ad un vicolo cielo, ma la madre di Denise, Piera Maggio non ha mai smesso di cercare sua figlia anche in capo al mondo.

Piera è una madre che vuole solo la verità, costi quel che costi vuole sapere dove sia finita sua figlia.

Questa mattina durante la trasmissione “Storie Italiane” un biglietto ha scombussolato il palinsesto.

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Denise è stata rapita per fare un torto a Piera, la nuova ipotesi

Denise Pipitone ragazza in Ecuador
Nuova svolta indagini Denise Pipitone in Ecuador (Biccy.it)

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Un biglietto misterioso recapitato a “Storie Italiane” ha fatto molto discutere, questa mattia durante la trasmissione Eleonora Daniele ha nuovamente parlato dei caso di Denise Pipitone ma questa volta si è andati a ritroso, 4 anni prima del 2004, ovvero nel 2000.

Ospite in collegamento l’avvocato Monica Gnesi, difensore della signora Silvana, indagata come presunta donna del video “Danas”, la signora ha smentito di essere lei in quel video e stamattina l’avvocato ha precisato: “Silvana ha detto che non c’entra niente con Denise Pipitone, non è la donna del video. Ha indicato anche un tratto somatico che ha sul viso che la donna del video non ha. Dice di non essere stata a Milano in quel periodo e di non essere mai stata in un campo rom a Parigi. Silvana non è latitante, non è irreperibile ed è a disposizione degli inquirenti per ulteriori chiarimenti. Nel 2004 si trovava presso un ospedale di Monza perché aveva in cura una delle figlie e non a Milano. A causa di questa situazione, la signora è depressa, si vergogna e non esce più di casa.

lettera ciontoli
La conduttrice Eleonora Daniele (Screenshot)

Il secondo ospite in collegamento è stato Francesco Lombardo, il carabiniere che ha contribuito ad indagare sul caso di Denise, il quale ha ricostruito per grandi linee la vicenda.

Il carabiniere arriva al colpo di scena: “A ottobre un mio collaboratore ha trovato un foglietto sul parabrezza in cui veniva minacciato, in cui gli veniva chiesto se non si fosse stancato di girare per Mazara del Vallo. C’era scritto che era un fatto grosso per colpire la famiglia Maggio.”

Questa minaccia allarmò l’intero paese che iniziò a barricare in casa di bambini e a prestare più attenzione a chi si aggirasse nei paraggi.

I carabinieri la sera del 2 settembre iniziarono a controllare gli spostamenti di Anna Corona, le celle del cellulare si agganciavano a Carini, Trapani, Mazara del Vallo e Partinico.

Eleonora Daniele chiede a Francesco Lombardo come mai  Anna Corona fosse in tanti posti diversi dal luogo di lavoro e a questa domanda: “Il cellulare potrebbe essere sarebbe stato spento ogni volta che usciva da Mazara del Vallo. Solo che ogni volta che veniva riacceso agganciava l’ultima cella in cui il cellulare sarebbe stato”.