L’aperitivo, un’abitudine senza tempo. Sai chi l’ha inventato?

E’ sempre l’ora dell’aperitivo, è sempre l’ora per brindare e stare con gli amici. Una sana e bella abitudine nata nel V secolo a.C. Ma grazie a chi?

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Foto di LicorBeirao da Pixabay

L’aperitivo probabilmente è il modo più apprezzato per incontrare persone che non vedevi da tempo o per scambiare quattro chiacchiere con qualche amico/a. Quante volte ti hanno detto, soprattutto il venerdì, ci facciamo un aperitivo? Sicuramente tante.

Ma sai perché nasce quest’usanza e soprattutto chi l’ha inventata? Pensa che le prime documentazioni storiche sull’aperitivo risalgono al V secolo a.C. Il termine deriva dal latino aperitivus , ovvero che apre. Grazie a queste fonti si è risaliti ad Ippocrate (medico) che, per curare l’inappetenza, faceva bere del vino aromatizzato ai suoi pazienti. Il medico notò che questo vino aveva un effetto positivo sull’individuo stimolando l’appetito.

Il vino che serviva Ippocrate era poco gradevole, un pò amarognolo, ma grazie ad alcuni studi compiuti negli anni successivi da diversi erboristi medioevali è stato scoperto come il senso di fame veniva stimolato dai sapori amari. Ecco perchè, ancora oggi, moltissimi cocktail serviti durante gli aperitivi sono amari.

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L’aperitivo, una storia tutta da bere in allegria

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Se inizialmente veniva usato per far venir fame alla gente, nel tempo l’aperitivo ha acquisito una diversa accezione. Nel ‘700 venne inventato il liquore da aperitivo, il Vermouth, il mood si diffuse inizialmente a Torino grazie ad Antonio Benedetto Carpano per poi diventare una vera e propria moda di corte grazie a Vittorio Emanuele II. La base del liquore è sempre il vino, che aromatizzato con della china è ancora oggi molto gettonato.

Negli anni l’aperitivo si è evoluto, è cambiato, soprattutto nel Diciannovesimo secolo è quasi un obbligo consumare l’aperitivo. In questo periodo però la basa della bevanda non è il vino ma le 33 erbe, dalla combinazione di liquori ed erbe sono nati gli aperitivi che oggi tutti consumiamo, il Martini bianco, il Campari, il bitter.

Gli aperitivi si consumavano nei bar, come accade ora, venivano accompagnati da stuzzichini vari (soprattutto olive e salatini), il bere prima di mangiare era usanza assai gradita.

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Il ‘900 è stato un secolo rivoluzionario per l’aperitivo, le influenze internazionali dell’Inghilterra e dell’America hanno aperto le porte all’Happy Hour, un momento ben preciso in una determinata fascia oraria, dalle 18.00 alle 19.00. Le bevande costavano davvero poco e i bar venivano presi d’assalto.

Dal 2000, soprattutto nelle grandi città, si è diffusa l’Apericena, un vero e proprio buffet ricco di ogni cosa accompagnato da bevande davvero particolari. Un momento come un altro per stare insieme e godere dei piccoli piaceri della vita.

Gli aperitivi oggi sono molto consumati anche in casa, una birra, qualche stuzzichino e tanta voglia di ridere e stare insieme alle persone speciali. Questo breve ma intenso momento, fatto di chiacchiere, bevande alcoliche e non, è uno dei momenti più amati da gran parte della popolazione mondiale.

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