Cadavere di una donna fatto a pezzi e ritrovato in un dirupo: gli sviluppi delle indagini

Proseguono senza sosta le indagini sul caso del cadavere di una donna ritrovato a pezzi in alcuni sacchi di plastica in un dirupo a Palline, frazione di Borno (Brescia).

Emergono nuovi sviluppi sul caso del cadavere ritrovato domenica pomeriggio a Borno, in provincia di Brescia. Gli inquirenti sono a lavoro per identificare la vittima e ricostruire quanto accaduto.

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(Angelo D’Amico – Adobe Stock)

Il corpo è stato ritrovato fatto a pezzi e contenuto in alcuni sacchi di plastica neri. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, pare che si possa trattare di una giovane donna di circa 30 anni il cui corpo dopo essere stato sezionato sarebbe stato congelato e parzialmente bruciato. Atrocità che secondo gli investigatori potrebbe essere stata messa in atto da una “mano esperta”.

Brescia, cadavere di una donna in un dirupo: secondo gli inquirenti ad agire “una mano esperta”

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(Stefan Wolny – Adobe Stock)

Si continua ad indagare sul cadavere rinvenuto in un dirupo a Palline, frazione di Borno, piccolo comune in provincia di Brescia. A lanciare l’allarme, nel pomeriggio di domenica 20 marzo, un passante che notati alcuni sacchi neri li ha aperti ritrovandosi di fronte ad un cadavere fatto a pezzi.

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Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno attivato nell’immediato le indagini per dare un nome alla vittima e far chiarezza sulla vicenda. Dopo alcuni giorni, riporta Il Giornale di Brescia, non si è risaliti all’identità della vittima: si tratterebbe di una donna bianca di circa 30 anni dai capelli neri. I militari hanno esaminato l’elenco degli scomparsi, ma nessuna delle donne scomparse in zona negli ultimi anni corrisponderebbe a tali caratteristiche.

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Identificazione resa complicata anche dalle condizioni del cadavere. Il corpo, scrive la redazione de Il Giornale di Brescia, sarebbe stato decapitato e smembrato in 15 pezzi e parzialmente bruciato, forse per renderlo irriconoscibile.

Un orrore che sarebbe stato compiuto, secondo gli inquirenti, da una “mano esperta“ che avrebbe sezionato il cadavere con precisione chirurgica. Inoltre pare che i resti possano essere stati congelati prima di essere abbandonati nel dirupo, circostanza secondo la quale si ipotizza che il decesso della donna possa risalire a diverso tempo fa.