Simonetta Cesaroni, emergono nuovi dettagli: si potrebbe risalire al killer

Nuovi dettagli emergono sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, grazie ad un’intercettazione si potrebbe risalire al killer: ecco le ultime novità 

Di Alessia Conte 

07 Dicembre 2022

Simonetta Cesaroni omicidio
Simonetta Cesaroni – Facebook – YesLife.it

Un’intercettazione inedita potrebbe essere la svolta sul caso di Simonetta Cesaroni, la prova che potrebbe incastrare il killer risale al 30 marzo 2008. Pare che diverse persone, la sera del 7 agosto 1990 sapevano che Simonetta Cesaroni fosse morta, tale ipotesi si legge nella relazione finale sulle “risultanze sull’attività di indagine ed acquisizione documentale per il delitto al civico 2 di via Carlo Poma del 7 agosto 1990 e sulle possibili interferenze con il corso delle indagini”. La notizia è stata diffusa da Fanpage.it.

Nell’intercettazione spuntano i nomi della moglie di Mario Macinati e dell’assistente dell’avvocato Francesco Carracciolo di Sarno, datore di lavoro di Simonetta, il quale avrebbe detto al figlio Giuseppe che nell’ufficio degli Ostelli ci fosse una persona deceduta. La donna sostiene di aver ricevuto diverse telefonate da un uomo che chiamava “dagli ostelli” e chiedeva di poter parlare con Carracciolo per poi aggiungere che ci fosse una persona deceduta.

L’intercettazione che potrebbe far risalire al killer

Simonetta Cesaroni intercettazione
Simonetta Cesaroni – Facebook – YesLife.it

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Simonetta quando venne trovata morta aveva solo 20 anni, è stata uccisa a coltellate in un appartamento adibito ad ufficio poco distante da Piazza Mazzini, qui lavorava come segretaria contabile. Stando alle dichiarazioni a scoprire il cadavere di Simonetta, fu Pietro Vanacone, il portiere dello stabile, nelle indagini si scoprì che il cadavere della ragazza, oltre ad essere rinvenuto diverse ore prima dell’allarme ufficiale, era stato spostato da un luogo ad un altro.

L’autopsia ha stimato Simonetta è stata uccisa tra le 17.30 e le 18.30. Si è ipotizzato che l’assassino sapesse muoversi liberamente nello stabile dove è morta la ventenne e che a quanto pare avesse una confidenza con la stessa tanto da non indurla ad urlare o dare l’allarme di un’aggressione imminente. Dopo molti anni sono ancora diversi i punti oscuri sulla vicenda, è possibile che l’intercettazione telefonica possa portare ad una svolta notevole delle indagini o almeno lo si spera.