Covid-19, la Azzolina esclude il ritorno a scuola a luglio

La ministra dell’istruzione specifica che si tornerà sui banchi solo quando le autorità sanitarie indicheranno che l’emergenza Covid-19 sarà terminata e non ci saranno rischi. Esclusa l’estate in aula

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Lucia Azzolina foto open

Tra le grandi incertezze nel cuore dell’emergenza Covid-19 in Italia quello del ritorno a scuola. Escluso ormai da giorni il suono della campanella dopo il 3 aprile, si guarda agli scenari possibili. Non ci sono ancora date e riscontri certi ma la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha ribadito, in un’intervista a Fanpage.it, che si tornerà a scuola solo quando “le autorità sanitarie ci diranno che non ci sono rischi”.

Una specifica più volte ribadita in questi giorni dalla titolare del dicastero di Viale Trastevere che al quotidiano online ha però specificato che si è esclusa, di certo, “la presenza nelle aule a luglio”.

Nel mentre la didattica, seppur a distanza, va avanti e il Miur sta lavorando per consentire il proseguo del lavoro anche a casa. La Azzolina è serena e ha piena fiducia nel lavoro che insegnanti e alunni hanno svolto nel periodo standard passato in aula, da settembre a marzo. Semestre importante che non può essere inficiato da questo periodo di chiusura forzata. Motivo per il quale, ha spiegato la ministra, molte delle indicazioni da tenere nelle valutazioni sono già state date e altre arriveranno a breve. Si è può volte espressa, infatti, di essere contraria al cosiddetto sei politico.

Importante per l’Azzolina “stimolare la didattica a distanza” metodologia che ormai stanno applicando tutti gli altri Paesi che come l’Italia stanno fronteggiando l’emergenza coronavirus con le scuole chiuse.

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Covid-19, scuola: a breve nuove comunicazioni

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Studenti (Getty Images)

Per tutte le altre questioni, ancora molte appese al filo del rasoio, la Azzolina specifica che tutto sarà comunicato, in modo ufficiale e a tempo debito. Il riferimento non è solo all’alternanza scuola lavoro che di fatto è sospesa ma anche alla maturità. Un altro aspetto da risolvere quanto prima. Troppo delicato e che riguarda mezzo milione di studenti, le loro famiglie e gli insegnanti coinvolti. Ma la ministra ricorda l’importante decisione già presa sugli esami di stato con la commissione interna che “dà garanzie ai ragazzi di essere valutati per ciò che hanno realmente appreso”.

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Nell’intervista di Fanpage.it spazio anche alla situazione dei docenti. Dalla Mobilità ai precari. La ministra ha puntualizzato che per il momento non si sono verificati problemi con le domande per la mobilità. Non farla, ha ribadito, “avrebbe significato negare diritti e non avviare le procedure per il prossimo anno scolastico”.

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Scuole chiuse, (foto dal web)

Oltre a questo non fare la mobilità avrebbe impedito le immissioni in ruolo per i precari. Su di loro la Azzolina spiega che saranno mantenuti gli impegni presi e che i concorsi si svolgeranno appena “le condizioni lo permetteranno”.