Fase 2, per ora niente bonus per i commercianti: pericolo tensioni sociali

Il governo rinvia a Maggio la proposta di aiuto a commercianti e possessori di partite IVA

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Coronavirus scuole i provvedimenti del Governo(Foto dal web)

La beffa arriva indirettamente dal governo che non ha annunciato alcuna iniziativa per i commercianti e i possessori delle partite IVA. La riunione del Consiglio dei ministri ha rinviato a Maggio il provvedimento di estendere una fetta importante dell’economia agli esercenti. Ma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha superato l’argomento, attribuendogli un giudizio d’importanza superficiale da poter ridiscutere anche in un secondo momento. Il bonus di 600 euro è stato un riconoscimento ai lavoratori autonomi ma soprattutto per coloro che percepivano un reddito alto. L’interpretazione al valore della cifra si teme per alcuni, possa mantenere larghe le lame della forbice divisa tra ricchi e poveri.

Alla luce di questa osservazione tecnica, i futuri 800 euro previsti per gli inzi di Maggio dovrebbero riguardare chi nell’ultima dichiarazione dei redditi abbia percepito un reddito non superiore a 30.000 euro lordi annuali. Naturalmente per poter ottemperare alla soglia economica prevista, il governo dovrà eseguire un duro lavoro statistico. Il suo obiettivo dovrà riguardare le situazioni reddituali di ogni singolo interessato negli anni addietro, quando l’economia circolava con ritmi più elevati.

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Le corsie preferenziali del governo e il rischio di alimentare tensioni sociali

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Parlamento (Getty Images)

La situazione reddituale degli esercenti dovrebbe far riflettere l’esecutivo di governo sul fatto che nell’anno corrente non sarà tracciato un quadro chiaro per stabilire determinati benefici. Questo perchè ad oggi tutte le categorie autonome si annullano nella dichiarazione economica reddituale, fatta eccezione per due categorie. Ovvero coloro che finora hanno avuto il beneficio di richiedere il sussidio economico tramite reddito di cittadinanza e i dipendenti pubblici dello Stato.

L’unico beneficio che la situazione sanitaria ha creato tra gli italiani è l’annullamento della preoccupazione di dover far fronte alle spese giornaliere. Ma l’attenzione del governo su questo argomento non può essere oggetto di distensione d’animo perchè ne va della dignità del cittadino. Il desiderio di ripartire abita anche in questa categoria di lavoratori, desiderosi di garantire un futuro ai propri figli.

Le imprese in questione si riferiscono a ristoranti, bar, hotel, parrucchieri e categorie affini che a Marzo sono state costrette a chiudere perchè considerate non conformi alle regole anti-contagio del DPCM. Ma la pressione del centro sinistra a riguardo sembra una corsia preferenziale che ammazza e pilota il M5S in direzione di decisioni che fomenterebbero odio verso le categorie sopracitate.

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Tensioni sociali (foto dal web)

Ci sarà dunque tutto l’interesse da parte della maggioranza di mettere a tacere i dubbi che aleggiano su una possibile e rivedibile mentalità, altrimenti sarà inevitabile una ripercussione di tensioni sociali durante una crisi economica irreversibile.