Scuola, per la De Micheli il ritorno sui banchi è “questione educativa”

La ministra dei Trasporti parla del ritorno a scuola spiegando che è importante impostare la ripartenza anche per la crescita perdonale. La “didattica mista” per ora è solo una proposta

Paola De Micheli
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli (Getty Images)

“Dobbiamo rimandare i ragazzi a scuola principalmente per una questione educativa e di crescita personale”. Così la ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha spiegato l’annosa e spinosa questione del ritorno a scuola. Il governo la sta affrontando da settimane ormai in seno all’emergenza sanitaria per il coronavirus. Lo ha detto ieri sera nella trasmissione Otto e Mezzo su La7 condotta da Lilli Gruber.

La ministra De Micheli ha spiegato che la proposta, tanto criticata, della ministra dell’Istruzione Azzolina è allo “studio al comitato scientifico”. Si riferisce alla “didattica mista” che prevederebbe metà alunni a scuola e metà collegati da casa, con un’alternanza settimana tra i banchi e chi a casa. Tale possibilità ha scatenato un putiferio di polemiche tra ragazzi, genitori, insegnati e dirigenti scolastici per via delle innumerevoli problematiche che creerebbe oltre alle disparità tra ragazzi.

Ma la Azzolina ha subito precisato che “la didattica mista potrebbe essere adottata, almeno all’inizio dell’anno scolastico, per gli studenti più grandi e non nelle prime classi”.

Oltre le polemiche la De Micheli ha però puntualizzato che “la scuola deve essere innanzitutto una risposta alle esigenze educative non è solo una risposta ai bisogni di lavoro delle donne”.

Se vuoi essere sempre informato in tempo reale , seguici anche su sulle nostre pagine Facebook, Instagram e Twitter

Altre misure oltre la scuola, la De Micheli spiega tutto

De Micheli scuola
Paola De Micheli (GettyImages)

Nella trasmissione Otto e Mezzo su La7 condotta da Lilli Gruber la ministra dei Trasporti non ha parlato solo di scuola ma anche delle altre misure che il governo sta mettendo in campo per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

LEGGI ANCHE -> Coronavirus, trovato anticorpo monoclonale capace di bloccarlo

Innanzitutto ha messo da parte i dubbi sull’arrivo o meno del sostegno economico ai liberi professionisti e ai commercianti: “I 600 euro alle partite Iva sono arrivati”. Per la cassa integrazione in deroga molto dipende invece dagli accordi con le Regioni. Alcune sono state più veloci altre meno. “Alcune regioni ci hanno invece messo 10 giorni – ha spiegato la ministra – e altre regioni che hanno mandato l’accordo dopo un mese dall’approvazione del decreto”.

LEGGI ANCHE -> Covid-19, gli aspetti positivi e negativi dei dati del 4 maggio

Il lavoro sulla fase 2 però non si ferma e ora la prossima tabella di marcia è fissata al 18 maggio. E su questo la De Micheli puntualizza che tutto è abbastanza sotto controllo “avendo saputo gestire i flussi previsti”.

Paola De Micheli (GettyImages)
Paola De Micheli (GettyImages)

A lungo, infatti, il governo ha lavorato con le aziende per lanciare la ripartenza in modo controllato. Così “oggi non c’è stato il caos che alcuni avevano ipotizzato”, ha concluso.