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Decreto Romani: fotovoltaico sotto tempesta a rischio immobilizzazione

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Facciamo il punto della situazione. Ieri 3 Marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Romani sulle energie rinnovabili prevedendone uno successivo a giugno, che fisserà i nuovi parametri per gli incentivi e una revisione delle quote delle diverse fonti, (solari, eolici e biomasse) che risponda così agli obiettivi comunitari.
Gli incentivi per l’installazione dei nuovi impianti fotovoltaici per il triennio 2011/2013 approvati dal decreto ministeriale lo scorso agosto e in vigore da gennaio 2011 sono confermati di fatto fino al 31 maggio. Ciò comporterà una vera e propria corsa per cercare di beneficiare degli incentivi finora approvati, ma nessuna pianificazione aziendale potrà essere messa in cantiere da questo momento in poi.

Yes.co e Yes.life ritengono opportuno mettere in evidenza l’estrema situazione di criticità in cui è stato gettato il settore delle energie rinnovabili, e più specificatamente il settore del fotovoltaico.
Il decreto approvato dal ministro Romani è la soluzione peggiore possibile che potesse essere adottata, non solo per un settore in crescita e in pieno ritmo di assunzioni, ma anche per un qualunque settore economico.
Qualunque libero mercato si alimenta in concrete e efficaci dinamiche competitive esclusivamente se alla base ci sono regole non solo certe, ma anche stabili nel tempo. A quelle condizioni l’imprenditore può attivare le proprie valutazioni in termini di assunzione del rischio, al fine di impegnarsi e sperare di ottenere il rendimento atteso: rischio con aspettativa di valore aggiunto positivo.
Esattamente quello che da oggi non esiste più.
Le regole sono state cambiate dopo 2 mesi, e non con nuove regole, ma con una immobilizzante e frustrante incertezza. Fino a quando: davvero non si sa. E quindi si aggiunge incertezza a incertezza.
Speculazioni finanziarie, amministratori corrotti, players esteri agguerriti, industria cinese a farla da padrona: tutto vero, assolutamente, ma:
- In quale settore economico mondiale queste dinamiche non sono attive?
- Chi non può assumersi a testimone di queste “deviazioni” da quando sono nati gli incentivi, non solo alle rinnovabili, ma a qualunque settore? Il quantitative easing, le obbligazioni tossiche, lo scandalo derivati, i CIP6 alle aziende petrolifere, i finti certificati sull’energia verde acquistata dall’estero, la rottamazione auto, i finanziamenti a fondo perso per i mondiali, per le regioni obiettivo 1 e 2, gli ecomostri…

Non vogliamo fare il processo a quale sia la migliore politica economica, e risvegliare Adam Smith o Maynard Keynes, ma ci interessa urlare al mondo che la sostenibilità ambientale, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, e la riduzione delle emissioni climalteranti devono continuare a essere l’obiettivo primario e intoccabile di qualunque politica economica. Soprattutto se questi obiettivi coincidono con una crescita del benessere, dell’occupazione e del rilancio di un intera nazione.

Gianluca Bruno


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