
Fonti rinnovabili di energia.
La ricerca di sempre nuovi spazi per la produzione di energia pulita non deve intaccare le attività di coltivazione nei terreni a vocazione agricola.
E’ questa la posizione espressa da Coldiretti, che ha evidenziato come la realizzazione di grandi parchi fotovoltaici a terra, costruiti in maniera indiscriminata, vada necessariamente a danneggiare l’attività agricola.
Una problematica che sta emergendo in modo particolare nel Nord e nel Centro della Penisola, rischiando di bloccare in forma pesante il futuro dell’agricoltura.
Questo perché la realizzazione di impianti fotovoltaici in terreni per la coltivazione va ad incidere fortemente sulla natura stessa del suolo.
Si va incontro a fenomeni di desertificazione e di erosione , a dissesti idrogeologici, alla perdita di permeabilità del terreno stesso ed a rischi di alluvione.
Bisogna considerare le conseguenze sullo sviluppo dell’attività agricola, che diventa un’impresa nella quale è sempre meno vantaggioso investire, a causa dei costi sempre più elevati dei terreni.
Ciò porta all’arresto del ricambio generazionale in un settore nel quale l’apporto innovativo dato dai giovani è invece determinante.
Per questo si rivela indispensabile una normativa precisa in materia di realizzazione di impianti per la produzione di energia pulita, perché ci siano criteri ben determinati per la valutazione dell’idoneità dei terreni ad ospitare la potenziale costruzione di impianti fotovoltaici.





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