Lo sappiamo tutti: i ragazzi sono il futuro della società, da come vengono cresciuti e da cosa viene loro insegnato dipende l’evoluzione del nostro mondo, la strada che imboccherà, il cambiamento che speriamo sperimenterà. Quindi, se vogliamo che concetti come sostenibilità ambientale e risparmio energetico divengano di uso comune e di immediata comprensione, i giovani devono iniziare a masticare questi termini fin dalla tenera età e a farne esperienza diretta.
Iniziamo perciò dall’asilo nido. E un esempio concreto ce l’abbiamo, non solo a Barco di Bibbiano (di cui abbiamo già parlato), ma anche a Legnano, dove, all’interno della cittadella dell’high-tech denominata Technocity Alto Milanese, è stato realizzato il Papaverino Blu, il primo asilo nido aziendale ecosostenibile in Italia, nato dalla collaborazione tra Bticino e Easi Group. Accoglie 30 bambini tra i 12 e i 36 mesi in una struttura coperta di circa 215 mq e una scoperta di circa 70 mq attrezzata a giardino-parco giochi. I criteri seguiti sono quelli della bio-architettura, del risparmio energetico con un impianto solare e geotermico, del riuso con materiali riciclati, del ricorso ad arredi biologici e naturali, della domotica, che non solo aiuta a risparmiare energia e a ridurre i costi di gestione, ma migliora anche i livelli di sicurezza per i bambini. Il benessere è dato però anche da un ambiente piacevole, più legato alle percezioni sensoriali: e quindi si è provveduto a concepire gli interni tenendo conto degli accostamenti cromatici e delle regole del Feng Shui, l’antica arte cinese che usando particolari forme, materiali, colori, suoni, luci e curando la disposizione degli arredi mira ad aumentare la positività e l’energia di un luogo. Quindi, se ai bambini si inizia a parlare in modo giocoso e divertente di come è costruito questo bellissimo asilo che li accoglie, loro assorbiranno pian piano e in modo naturale idee e comportamenti di una cultura già sostenibile.
Iniziative sulle scuole sono state promosse anche da altri soggetti. Per esempio, Vodafone, Legambiente e Enel si sono unite per dar vita al progetto My Future – Energia e riuso a scuola volto alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle scuole italiane. In sostanza, Vodafone ha avviato la campagna di raccolta nei propri negozi e tramite il recycling tour di telefoni cellulari inutilizzati, per la loro eventuale rigenerazione o il loro smaltimento. Chi porta il proprio telefono riceverà tre lampadine a basso consumo omaggiate da Enel. Ogni telefonino ritirato contribuirà a finanziare l’installazione di pannelli fotovoltaici in sei scuole italiane individuate grazie alla collaborazione di Legambiente, il cui supporto garantirà anche la fattibilità degli interventi e la realizzazione di un percorso di educazione ambientale. Enel si occuperà invece dell’installazione vera e propria dei pannelli fotovoltaici, che produrranno mediamente oltre 7 mila kilowattora all’anno, consentendo sia alla scuola un risparmio sulla bolletta che una riduzione in atmosfera di circa 5 tonnellate di CO2. Anche in questo caso, un’iniziativa del genere non può che essere di stimolo e di buon esempio per aumentare la consapevolezza dei ragazzi e favorire l’apprendimento di concetti come efficienza energetica e impatto ambientale, dando loro modo di fare diretta esperienza delle buone pratiche e così replicarle nella vita quotidiana.
Difficile assorbire del tutto stili di vita che non ci sono stati resi familiari fin da subito e in modo graduale, cominciare dalla scuola è sicuramente un cambio di direzione…in fondo lo dice anche il proverbio: buon seme dà buoni frutti!Lara Moro
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