Eppure le numerose realtà associative presenti nella zona non si sono arrese e, seppur senza fare tanto clamore, hanno continuato a svolgere la loro missione per promuovere qualcosa di molto diverso dai sacchi della spazzatura abbandonati sulle strade.
Organizzato dal gruppo Mani Tese, in questi giorni, a Napoli, ha preso il via il campo estivo “Chi ti indica i colori tra la spazzatura e i fiori”. Il campo rappresenta un’esperienza di vita comunitaria in cui poter sperimentare, attraverso il lavoro, nuovi stili di vita sostenibili basati sulla condivisione e sulla sobrietà. I campisti, infatti, utilizzano quanto viene offerto loro dalla gente del posto, consumano prodotti in esubero dei negozi della zona e dormono in una palestra messa a disposizione nell’area di Parco Ventaglieri.
I ragazzi del rione Sanità - che durante l’anno hanno partecipato al doposcuola “Sane Stelle”di Mani Tese Campania - hanno il compito di supportare i 25 volontari impegnati nel progetto, provenienti da tutta Italia, guidandoli per i vicoli di Napoli alla scoperta di un territorio troppo spesso rifiutato.
Una buona idea, che non va dunque ad impostare in un territorio delle scelte esterne, ma che diventa utile per favorire l’integrazione e la socialità tra i ragazzi, coinvolgendo attivamente gli abitanti del posto e rendendoli protagonisti dell’iniziativa.
L’attività del gruppo consiste nel raccogliere, dopo aver fatto una campagna informativa porta a porta, del materiale usato di varia natura nella zona del centro storico e del rione Sanità.
Una raccolta che mira a far riflettere sugli stili di vita non sostenibili e sugli sprechi che spesso predominano nella nostra società, al fine di coinvolgere le persone, sperimentando nuove forme di partecipazione attiva, per spingere a guardarsi intorno e a non lasciarsi travolgere dalla logica dell’usa e getta ma, al contrario portarle verso logiche di riciclo e riuso.
Ovviamente sono previsti anche tutta una serie di appuntamenti collaterali, come momenti di studio, per confrontarsi sulle dinamiche del degrado sociale della città di Napoli, ma anche eventi divertenti come concerti, sfilate di abiti usati e cineforum.
Il campo si conclude domenica 27 luglio, anche se la festa di chiusura è anticipata alla serata del 25 luglio, in Piazza S. Domenico Maggiore.
L’iniziativa ha riscosso il plauso di molte personalità di spicco del mondo del volontariato, come il missionario comboniano padre Alex Zanotelli (da anni impegnato in numerose campagne di forte impatto sociale e ambientale, la più importante è la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua), che ha partecipato alla presentazione del progetto.
Se siete interessati a queste attività, ma non potete proprio raggiungere Napoli, non c’è problema: al tema del riuso e del riciclo è dedicato anche il campo di Mani Tese “Perché io valgo”, organizzato a Verbania (30 luglio – 12 agosto), con raccolte dell'usato, mercatini, studi, laboratori, giochi, balli e serate al lago; “riciclando” le idee, per dar vita alla consapevolezza che anche il pattume ha un valore.
Approfondimenti sulle iniziative di Mani Tese e sui posti ancora disponibili per i campi di lavoro si possono trovare direttamente sul sito dell’associazione Insomma, le emergenze passano, ma il problema dei rifiuti è giusto che rimanga in primo piano, onde evitare di ritrovarsi un’altra volta sotto i cumuli dei sacchi della spazzatura. A questo punto, non resta altro che meditare sul nostro stile di consumi e darsi da fare per produrre meno rifiuti, riciclando e riutilizzando quanto più possibile, nell’interesse di tutti.
Uno di questi laboratori è ReMida, un luogo dove si promuove il messaggio del recupero-riciclaggio-reimpiego, sostenendo l'idea che i rifiuti sono risorse. ReMida è un magazzino, messo a disposizione delle scuole dei bambini napoletani, dove si raccolgono materiali alternativi e di recupero, ricavati dalle rimanenze e dagli scarti della produzione industriale e artigianale, al fine di inventare e reinventare forme e funzioni per scopi didattici e creativi, partendo da materiali considerati inutili da chi se ne libera.
Un modo stimolante e creativo, dunque, di promuovere la cultura del riciclo, in una realtà che ha dimostrato di averne un grande bisogno; ma soprattutto un’iniziativa molto utile alla diffusione di una sorta di cooperazione sociale, attraverso la collaborazione tra persone, istituzioni, aziende, enti, volta a creare una fitta rete di legami solidali che consentano la partecipazione attiva ad uno sviluppo migliore della collettività, fornendo gli strumenti per l’arricchimento culturale, anche dove scarseggiano le possibilità economiche.
E poi ancora, il campo “Da Scoasse a Munnezza: Venezia – Napoli, solo andata”, organizzato a Mestre dal 16 al 24 agosto, con lo scopo di capire quale ruolo ha giocato il Nord-Est nella crisi ambientale campana e quali azioni si possono praticare per ridurre i nostri rifiuti. Anche in questo caso, attraverso raccolte e vendite dell'usato e attività di recupero ambientale, si cercherà di meditare sul modello di sviluppo vigente.





I PIU' LETTI