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Sonia Scommegna
Eccoci arrivati alla terza puntata del nostro viaggio nel mondo del nucleare. In questo articolo ragioniamo sulle riserve di uranio nel mondo. C’è davvero uranio in abbondanza?
Vi ricordiamo il nostro percorso:
#1: Il nucleare è economico?
#2: Il nucleare è pulito?
#3: Uranio in abbondanza?
#4: Il nucleare è pericoloso?
#5: Quali sono le frontiere del nucleare?
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L’uranio è un minerale molto diffuso sulla Terra, è presente nelle rocce in una percentuale di qualche grammo per tonnellata e si trova persino nell’acqua del mare, anche se con una concentrazione molto più bassa.
Tutte le zone dove c’è una comprovata presenza di uranio vengono denominate Risorse Ragionevolmente Sicure (Reasonably Assured Resources, RAR). Queste risorse sono estratte ad un costo inferiore ai 40$.
Una volta noti i giacimenti ragionevolmente sicuri, attraverso analisi corredate da opportune misure di radioattività, si possono individuare luoghi simili da un punto di vista geomorfologico che possono dare indicazioni su giacimenti simili a quelli sfruttati. Tali giacimenti si considerano stimati e fanno parte delle Risorse Addizionali Stimate (Estimated Additional Resources, EAR). Tali risorse aggiuntive sono classificate in due categorie: EAR-I ed EAR-II; le EAR II sono meno certe delle prime. Le risorse EAR sono estratte ad un costo che va dai 40$ agli 80$.
Le risorse del tipo RAR e di tipo EAR-I sono quelle di sfruttamento più facile e sono disponibili in quantità che vanno da 3.500.000 t a 4.500.000 t, a seconda di quanto si è disposti a spendere per l’estrazione.
Per le Risorse Addizionali Stimate del secondo gruppo (EAR-II) si stima un quantitativo di uranio di circa 16.000.000 di tonnellate.
Esiste poi un’altra categoria chiamata delle Risorse Speculative (SR), che sono il frutto di una ulteriore estrapolazione delle caratteristiche geomorfologiche di terreni che potrebbero contenere uranio. Esse sono estratte a dei costi che vanno dagli 80$ ai 130$.
Le Risorse Speculative comprendono anche l’uranio presente nei fosfati e si possono stimare in circa 22.000.000 di tonnellate di uranio. Se aggiungiamo anche l’uranio presente nelle acque degli oceani si arriva ad un quantitativo di uranio di circa 4 miliardi di tonnellate.
Per quanto riguarda invece l’estrazione dell’uranio dall’acqua di mare, sono state effettuate ricerche in Giappone con esito incoraggiante: tuttavia, si tratta ancora di una tecnologia sperimentata solo su scala di laboratorio con costi estremamente alti, stimata intorno ai 300 $/kgU. Anche l’India ha iniziato la costruzione di un impianto pilota per l’estrazione (Bhabha Atomic Research Centre).
Nel grafico è ricapitolata la dislocazione geografica delle risorse di uranio (RAR ed EAR-I) per un totale di 3.537.000 tonnellate. (fonte: http://www.eniscuola.net)
Attualmente si sfruttano miniere in cui è presente con una concentrazione superiore al 2% e i maggiori paesi produttori sono Australia, Kazakistan e Canada (ricordiamo: paesi politicamente stabili), che da soli possiedono oltre il 50% delle riserve mondiale accertate.
Il consumo annuale di uranio da parte dei reattori nucleari attualmente in funzione è di poco più di 68.000 tonnellate all’anno e quindi, a questo ritmo di consumi, le riserve accertate basteranno per circa 65 anni.
Questo considerando solo le riserve di tipo RAR e EAR-I e considerando gli impianti attualmente in funzione, con tecnologie e gestione del combustibile nucleare che spesso non prevede il ritrattamento delle scorie.
Nel momento in cui verrà utilizzato il riprocessamento in modo più diffuso e soprattutto nel momento in cui si arriverà ai reattori di IV generazione, che producono più combustibile di quello che bruciano (autofertilizzanti), la disponibilità di uranio con gli stock annunciati passerà a 2.550 anni. (fonte: http://www.eniscuola.net)
Sei in: Sustainable > Uranio in abbondanza?
I reattori di IV generazione sono "previsti entro il 2030": tra almeno 20 anni si inizierà a costruirne, mi chiedo quanti? Con quale tasso di crescita e sostituzione dei vecchi? Immagino un tasso basso (avranno anche un bel costo questi nuovi impianti) a partire dal 2030 o qualche anno prima. Poco.
Tra circa 60 anni l’uranio sarà esaurito, fatti due conti e valutando questi tempi penso che sia assolutamente sconveniente investire ingenti risorse su questo fronte.
Perchè invece non sviluppare in maniera sempre più efficiente e produttiva, quindi con lo stesso sforzo economico e di ricerca, la produzione di energia dall’inesauribile sole?
Perchè non investire sull’efficienza energetica (anche a livello industriale e non solo ’domestico’) per abbassare o fermare i ritmi di crescita della domanda?
@godot_74
l’inesauribile sole gode di incredibili sforzi di ricerca: penso a Rubbia e al suo solare termodinamico con accumulo termico a sali, penso agli esperimenti sui nuovi materiali che in tutto il mondo stanno compiendo per sostituire lo scarso silicio, penso allo sforzo per riprodurre la magia della fotosintesi clorofilliana... E’ sempre una questione di rischio....la gestione del rischio, di qualunque natura di rischio si tratti, prevede la diversificazione, proprio perchè l’incertezza implica anche la possibilià di fallimento.
Cosa ci dice l’articolo....che forse l’uranio non è poi così tanto scarso, e che comunque da qui a 22 anni (nel 2030) la ricerca ci porterà a livelli di sfruttamento ben superiori allo stato attuale. Useremo ancora l’uranio?? magari no!! magari il Torio o altri materiali lo soppianteranno, ma penso che solo il meccanismo delle economie di mercato e l’attenzione politica e sociale potranno col tempo decretare le loro sentenze.
Attenzione politica e sociale richiederebbe che persone come il citato Rubbia non siano costrette ad emigrare per non soffocare le proprie ricerche.
Attenzione politica e sociale richiederebbe che i governanti NON si inventino i modi per ’truffare’ una direttiva europea e dirottare miliardi di euro (55.000.000.000 ad oggi!) su inceneritori e centrali a ’scarti di lavorazione del petrolio’, come invece avviene oggi in Italia con i CIP6, anzichè riversare quel fiume di soldi nella ricerca ed implementazione delle fonti VERE fonti rinnovabili.
Attenzione politica e sociale richiederebbe che lo Stato metta in primo piano la salute delle persone per cui esiste e dell’ambiente da cui i cittadini traggono vita e ragione di essere.
Attenzione politica e sociale richiederebbe che le ’sentenze’ non siano date dal tempo in maniera indeterminata, ma che siano almeno previste negli effetti e nei benefici; e non è estraendo materiale inerte e trasformandolo in micidiale veleno per millenni e senza saper dove gettarlo, che si perseguono questi obiettivi.
Attenzione politica e sociale richiederebbe serietà, buon senso e azioni per il bene comune.
Attenzione politica e sociale richiederebbe un altro mondo, un’altra Italia... spero ancora possibile.
come si fa a dire "L’uomo è bene che non giochi con gli atomi così come è bene che un bambino non giochi col fuoco!" ?? Allora l’uomo non è bene che vada nello spazio? Non è bene che giochi con il dna? non è bene che giochi con la chimica?
Non sono d’accordo con questa frase, non sono d’accordo con i pregiudizi... l’articolo mi sembra piuttosto informativo, e dalle informazioni che leggo mi sembra che di uranio ce ne sia davvero abbastanza.
Se l’Italia sta avendo una crisi energetica e questo è il modo di risolverla per me è ok! E per quanto riguarda le fonti di energia rinnovabili l’Italia offre i migliori incentivi di tutta Europa! Siamo capaci di cogliere le agevolazioni noi italiani?
migliori incentivi di cui parli sono fumo negli occhi. Sviluppare le rinnovabili vuol dire approntare un piano energetico nazionale (che in Italia manca da più di 20 anni!) e soprattutto mettere uno STOP DEFINITIVO al ladrocinio dei contributi di noi cittadini che vanno nelle tasche di inceneritoristi e petrolieri di turno (vedi questione CIP6 da ben 55.000.000.000 di euro). Da un lato cercano di farti sembrare tutto rose e fiori, dall’altro ci stanno ingannando.
http://current.com/items/88973110_perch_nuove_centrali_non_abbiamo_bisogno_di_pi_energia
Dai un’occhiata al documento che ti segnalo... dal 2000 al 2006 il fotovoltaico in Italia è passato da 6GW di produzione a 4GW!!!!! Sarebbero questi gli ’incentivi’?
Incentivare vorrebbe dire far passare quei 6GW in 6 anni ad almeno 15/20GW, magari utilizzando per un SERIO programma di ricerca e sviluppo, quei 55.000.000.000 di euro che la UE aveva a questo destinato.
Per approfondire leggi qui: http://current.com/items/89058777_#89063046
Purtroppo a fronte dei soldi spillati agli italiani pro rinnovabili, molti finiscono in ciò che ha poco di rinnovabile... L’Italia potrebbe puntare più sull’eolio, ma anche questo è incentivato ma la burocrazia è troppa, ci sono anche dei margini sulla geotermia che non vengono per niente sfruttati.
E’ giusto che l’uomo giochi con l’atomo, ma l’uomo dovrebbe capire quando è conveniente e quando no... Per il momento c’è molta gente che sostiene che non lo sia, molti paesi che stanno abbandonando la via nucleare per vari motivi, le centrali attualmente in costruzione vedono lievitare i costi, quelle in dismissione anche, lo smaltimento delle scorie è ancora un’utopia... Il fatto che in Francia il kWh costi poco è una farsa se non si dice che molti dei costi delle centrali li paga lo stato, anche una centrale a gas diventa competitiva sul costo del kWh prodotto se la centrale la paga lo stato e il combustibile anche... Il fatto che noi compriamo dalla Francia la notte e ci conviene ancora usare questa corrente per pomparla a monte e riutilizzarla poi, deve far pensare che forse sono loro che hanno sbagliato qualcosa se sono costretti a svendere e forse io farei in modo di sfruttare ancora di più questa cosa...
Qui si parla di affiancare alla già sovrabbondante potenza istallata in italia altra potenza di base non in grado di interfacciarsi con gli sbalzi di richiesta e di offerta, quindi limitando le possibilità di importare a basso costo e di spingere al massimo sulle rinnovabili... Oltretutto il problema energetico è ora, non tra 15 anni quindi non è assolutamente una risposta al problema energetico, anzi con le congiunture del mercato energetico attuale i costi i costruzione potrebbero lievitare tantissimo.
@ godot_74 + scu
sono assolutamene d’accordo con Godot sullo scandalo dei CIP6. E anche sulle sue intelligenti sottolineature ai miei richiami "morali". Purtroppo la politica italiana non ha mai brillato per onestà, ma non sono certo io a rivelarlo al mondo. Ho vissuto in prima persona alcuni piani di fattibilità legati ai contrinuti CIP6, e vi assicuro che chi avesse voluto ricevere i contributi, non ci sarebbero stati grossi intoppi. Il problema è che i petrolieri hanno trovato il modo di farsi finanziare la cogenerazione bruciando materiale plastico o scarti bituminosi, e quindi il finanziamento ha agevolato anche loro. secondo me il problema, al di là della buona fede o meno della politica, sta proprio nella mentalità delle persone. Noi con YESCO facciamo un sacco di studi e analisi di efficienza energetica e di generazione da fonte rinnovabile, ma quando poi si tratta di arrivare al dunque, pochissimi in realtà concretizzano la realizzazione del cosidetto "tetto fotovoltaico" o di altre belle cose. Ieri ho parlato con una municipalizzata che ci ha chiesto se avessimo avuto dei Certificati Bianchi da vendere (ne devono comprare per l’equivalente di circa €600.000), perchè in giro ce ne sono pochissimi....loro le ricevono per davvero le sanzioni (e quindi il sistema gira, eccome!) ma nessuno in giro sta facendo Efficienza energetica e quindi in giro ci sono pochi Titoli d’Efficienza Energetica (i TEE, o certif. bianchi)... Sono assolutamente d’accordo con voi, la burocrazia italiana fa schifo, ma perchè?? perchè ogni volta che si cerca di fare qualcosa tutti dicono NO! quindi le amministrazioni si tutelano con mille leggi e adempimenti, si parano le chiappe, e qualsiasi iniziativa, anche sulle rinnovabili, diventa estenuante per qualunque azienda, figuriamoci per il cittadino.
Dobbiamo far sentire la nostra voce, e dobbiamo essere tutti noi i primi protagonisti del cambiamento verso le rinnovabili, dobbiamo essere noi a fare la raccolta differenziata...PIMBY, lo trovo un ottimo slogan...e forse potremo fare a meno del rischioso nucleare!
@fonz75
Non si tratta di pregiudizi ma di esperienza. L’uomo ha sempre esagerato in senso negativo nello sfruttare le proprie scoperte,lo fa col nucleare, lo farà con la genetica, ecc. E’ nella sua natura non avere limite.
La produzione di energia attraverso il nucleare non fa eccezioni. Nel mondo ci sono migliaia di centrali nucleari. Se ne conosce potenza, capacità ubicazione, ecc. ecc. Ma quante scorie producono? Per quanto tempo resteranno radioattive? Si va dai 300 anni per la maggior parte delle scorie, 10.000 anni per gli attinidi minori, fino ai 250.000 anni del plutonio. Non mi si vorrà dire che da qui ai prossimi 300 anni qualcuno avrà cura o pensiero di queste scorie? Il fatto è che ORA serve energia e la vogliamo costi quel che costi, alle scorie poi penseremo...
Una decisione sul nucleare non è una barzelletta. Azioni sconsiderate oggi ci porteranno alla rovina domani e, ahimè, decisioni sconsiderate ne abbiamo già prese tante da aver compromesso l’intero pianeta.
Il problema energetico in Italia è un falso problema. più del 40% dei consumi derivano da sprechi. Smettiamola di sprecare energia a vanvera, impariamo a costruire le case, usiamo un po’ più la bicicletta, sopportiamo un po’ il caldo anziché starsene rinchiusi in stanze condizionate a 18 gradi e del nucleare non ce ne sarà alcun bisogno.
Oggi chi grida ai 4 venti che il nucleare serve perché altrimenti rischiamo la crisi energetica lo fa solo per interessi lobbistici e niente più. Non facciamoci fregare!