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Alluvioni in Thailandia: le inondazioni mettono in ginocchio anche Bangkok

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Un'anomala ondata di piogge monsoniche ha colpito la Thailandia, causando allagamenti ed inondazioni anche a Bangkok: oltre 360 i morti, danni per miliardi di dollari. Tra le possibili cause i cambiamenti climatici.

Non è solo l'Italia ad essere colpita dal maltempo. Anche la Thailandia è alle prese con una gravissima emergenza inondazioni, che rischia di mettere in ginocchio per settimane il Paese asiatico. L'anomala ondata di piogge monsoniche che sta flagellando l'area da mesi ha già fatto finire sott'acqua intere regioni, e persino una porzione molto estesa del territorio della capitale Bangkok è stata colpita dalle alluvioni.
Le autorità tailandesi stanno cercando di rassicurare la popolazione, anche se è stata già richiesta l'evacuazione di alcune zone della stessa Bangkok. Il fiume che attraversa la capitale, il Chao Phraya, ha infatti rotto gli argini in diversi punti della città e potrebbe ulteriormente innalzarsi, nelle prossime 48 ore, fino a 2,6 metri sul livello del mare, minacciando gravemente nuove esondazioni.
Ma la situazione potrebbe peggiorare anche nel resto del Paese, dal momento che i meteorologi non escludono che le precipitazioni possano continuare per diverse settimane. Gli esperti, insieme al primo ministro Yingluck Shinawatra, temono in particolare che le dighe nel nord del Paese cedano per la quantità eccessiva di pioggia (secondo le stime, tra i 7 e gli 8 miliardi di metri cubi di acqua vengono già rilasciati ogni giorno dalla diga di Bhumibol, ndr). Non si esclude, in questo caso, un esodo di massa dalle zone interessate, che potrebbe avere conseguenze molto serie, considerando che la sola capitale ospita circa 12 milioni di abitanti. Nel frattempo, gli aeroporti tailandesi sono ormai tutti chiusi, ad eccezione dello scalo internazionale di Suvarnabhumi, situato provvidenzialmente a un'altitudine per ora di sicurezza. Il governo, inoltre, ha già annunciato che l'erogazione dei servizi pubblici sarà interrotta, almeno fino a lunedì 31 ottobre, in 21 province, compresa Bangkok.
Intanto, si contano già i primi, ingenti danni: il maltempo che ha colpito le regioni settentrionali della Thailandia si è già lasciato alle spalle oltre 360 morti e circa due milioni e mezzo di sfollati. Gli ospedali dell'area sono già pieni, e un'intera prigione, che ospitava circa 600 detenuti, è stata evacuata. Per far fronte alla grave emergenza, e per rimediare ai danni economici che le alluvioni stanno provocando, le autorità nazionali hanno annunciato un pacchetto di misure da 10 miliardi di dollari, che saranno utilizzati soprattutto per rassicurare gli investitori attraverso speciali agevolazioni fiscali.
Sette, intanto, gli stabilimenti industriali già chiusi a causa del monsone nelle province di Ayutthaya, Nonthaburi e Pathum Thani, vicino alla capitale Bangkok, il cui stop ha lasciato per il momento senza lavoro circa 650.000 persone.
I meteorologi, intanto, si interrogano sulle cause di queste alluvioni anomale, iniziate già lo scorso luglio. La catastrofe sembrerebbe essere stata causata prima di tutto dalla tempesta tropicale Nalgae, che si è aggiunta alle consuete piogge stagionali, ma anche il fenomeno climatico periodico della Ninha potrebbe aver avuto il suo peso nell'aggravamento della situazione. Molti esperti, in ogni caso, sono concordi: i fenomeni meteorologici estremi non faranno che aumentare nei prossimi anni a causa del cambiamento climatico globale.

 

Silvana Santo


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