
Storie di incredibili polemiche sul fotovoltaico: è tutto fondato?
Nonostante la pesante sconfitta al referendum di giugno ed il conseguente no degli italiani al nucleare, nonostante la battaglia per salvare il fotovoltaico portata avanti dopo l’approvazione del Decreto Romani che di fatto tagliava le gambe a tutto il comparto delle fonti rinnovabili, nonostante la ormai sempre più diffusa consapevolezza riguardo alle tematiche energetiche ed ambientali, sembra che un leggero vento di fortuna soffi ancora dalla parte di chi non vuole dire addio a carbone, atomo ed inquinamento. Già, proprio nel momento in cui la strada sembra spianata verso un futuro “verde” al 100%, il mondo dell’ambientalismo, o almeno parte di esso, sembra mettersi i bastoni tra le ruote da solo ed incappare in errori mai commessi prima d’ora.
Partiamo per gradi e presentiamo alcuni esempi di fotovoltaico contestato da parte dell'ambientalismo Italiano: siamo in Puglia, Salento, terra del sole e quindi del fotovoltaico, tiene ancora banco la polemica tra Italia Nostra e Legambiente riguardo la costruzione di un impianto fotovoltaico a concentrazione da 5MW su un terreno di circa 26 ettari. Il contenzioso è sorto nel momento in cui Italia Nostra e Forum Ambiente e Salute (insieme in un primo momento al Forum Amici del Territorio) hanno denunciato tramite un comunicato congiunto degli eventuali interessi economici di Legambiente, o per meglio dire della sua ESCO (società di servizi) Azzero CO2, nella realizzazione dell’impianto.
C'è da dire che il terreno in questione farebbe parte del Parco rurale e naturale dei Paduli, un’area di alto pregio paesaggistico all’interno della quale possono essere finanziati solo progetti di rimboschimento. Legambiente dal canto suo si difende sottolineando come questa particolare tecnologia (il solare a concentrazione) permetta lo sviluppo di colture agricole al di sotto dei pannelli e perciò rappresenti il giusto equilibrio tra la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Tralasciando il contenzioso tra le associazioni, non si capisce come mai ci si debba fare la guerra tra soldati dello stesso schieramento. Se anche i pannelli fotovoltaici diventano impattanti è la fine dello sviluppo delle energie pulite in Italia, tanto vale tornare alle vecchie, care e biodegradabili centrali nucleari no?








