acqua

I filtri per l’acqua funzionano davvero come in tanti dicono oppure i benefici per la salute sono più impliciti che espliciti? Prima di dare una risposta, è importante evidenziare quanto siano ancora vivi i timori riguardo la possibile presenza nell’acqua di tossine come piombo e fibre di plastica.

Molti filtri si concentrano sul miglioramento del gusto, sulla freschezza e sulla riduzione della durezza dell’acqua. Tuttavia, l’acqua dura non è dannosa per il corpo umano, anzi: l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha confermato la correlazione esistente tra il consumo di acqua dura e il tasso più basso di malattie cardiache.

Ci sono alcune tipologie di filtri a cinque fasi che, secondo le aziende produttrici, sono in grado di rimuovere tutte le tracce di solidi disciolti come mercurio, piombo e fluoruro. Addirittura, possono trasformare il vino in acqua (in effetti è così). Tuttavia, siccome la quantità e la composizione di questi solidi varia, non c’è modo di sapere quanto di questo materiale disciolto è dannoso, quanto è innocuo o addirittura benefico.

Che dire poi di sostanze pericolose come il piombo? Che è stato praticamente sradicato dalle principali condutture idriche, almeno così dicono. E’ il cloro? Rimane in circolo solo una quantità residua, quel tanto che basta per eliminare dall’acqua dai microrganismi. Se invece fosse utilizzato in grandi quantità, diventerebbe irritante. Intanto, sono tante le persone che non amano l’acqua al sapore di cloro.

Alcune bottiglie, come le Black+Blum, contengono carbone attivo “attivato” per estrarre il cloro dall’acqua, migliorandone il sapore. Le aziende idriche e i produttori di filtri hanno difficoltà a rimuovere efficacemente dall’acqua le fibre di plastica microscopiche. In un recente studio, ne sono state trovate tracce nel 72% dei campioni d’acqua provenienti da varie parti d’Europa.

In conclusione, i filtri per l’acqua sicuramente fanno bene il loro lavoro, ma è sbagliato pensare che possano depurarla completamente. Rimarranno sempre tracce di agenti esterni.