La città più inquinata d’Europa? Skopje, capitale della Macedonia

Nessuno lontanamente immaginava che Skopje, capitale della Repubblica della Macedonia e che conta oltre un milione e mezzo di abitanti, fosse tra le città europee con la più alta concentrazione di polveri sottili nocive (PM) 2.5 nell’aria. Questo è quanto affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il particolato 2.5 contiene una varietà di componenti come nitrati, solfati, prodotti chimici organici, metalli, polvere e carbone nero, tutti elementi dannosi per la salute umana. Essendo di piccole dimensioni, penetrano nei polmoni e possono causare malattie cardiache, polmonari e di altro tipo.

Gli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2018 mostrano un livello medio annuo di 2,5 micron (2,5 microgrammi per metro cubo) nella capitale macedone: quattro volte i livelli di 10 μg / m³ raccomandati.

In termini di concentrazioni medie di PM 10 e PM 2,5, il Database sull’inquinamento ambientale dell’OMS per il 2018 classifica Skopje come la capitale più inquinata d’Europa, con una stima di 2.574 persone decedute prematuramente nel paese ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico.

Perché l’atmosfera di Skopje è così inquinata? L’inquinamento è stato attribuito ad un mix di combustibili a carbone, oli combustibili, stufe a legna, combustione di rifiuti all’aperto, emissioni provenienti dalle vecchie industrie e veicoli obsoleti altamente inquinanti. In particolare, durante l’inverno la città è dipendente dal carbone di lignite per generare calore.

Molti residenti di Skopje non possono permettersi di passare a forme di riscaldamento più pulite e più sostenibili e quindi si affidano a quelle più economiche e inquinanti, come il legno appunto. Geograficamente, la capitale è circondata da montagne, le quali intrappolano l’aria inquinata. A volte, durante la stagione invernale, viene chiuso l’aeroporto a causa della presenza di nebbia tossica.

Insomma, a Skopje la situazione atmosferica è veramente drammatica. Le autorità non hanno ancora studiato un piano efficiente per iniziare ad eliminare questa pressante problematica. Intanto, i cittadini continuano a morire.

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